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Picchia e minaccia la compagna: a giudizio

Alfredo Faetti
Picchia e minaccia la compagna: a giudizio

Violenze psicologiche e fisiche subite davanti al figlio e a testimoni: la donna lo denuncia, processo a primavera

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Ad accentuare il dramma c’è stata la presenza del figlio, sia come testimone sia come pretesto dei litigi scaturiti più volte in violenze e minacce.

Il bambino c’era nel maggio 2016 quando suo padre avrebbe preso a calci i mobili a casa della madre, etichettando quest’ultima come una poco di buono. C’era alcuni mesi dopo, quando l’uomo avrebbe minacciato la donna di morte facendole il gesto del taglio della gola con il dito rinnovando le offese, questa volta con uscite tipo «sei una cialtrona» o «decido io quando ti riporto il bimbo». Il figlio c’era anche nell’ottobre dello stesso anno, quando il padre, sputandole addosso, l’avrebbe minacciata di stuprarla. Un susseguirsi di violenze fisiche e psicologiche durate oltre due anni, interrotte solo quando la donna ha deciso di denunciare questi eventi che ora saranno ricostruiti in un’aula del tribunale di Grosseto durante il processo in cui la donna si è costituita parte offesa.

Così ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci, rinviando a giudizio l’uomo con l’accusa di maltrattamenti su familiari aggravata dal fatto di aver commesso il reato, più e più volte, di fronte al figlio minorenne.

I protagonisti di questa triste vicenda sono due grossetani: lui di 36 anni e lei di 26. I fatti che hanno spianato la strada al processo sono quelli raccontati dalla donna, scanditi periodo per periodo, ripercorrendo un arco temporale che dal 2016 arriva fino ad oggi.

Minacce, percosse, sputi, a cui si aggiungono gli atteggiamenti aggressivi che l’uomo avrebbe assunto in più occasioni, come nell’estate 2017, quando l’uomo si è recato al cancello dell’abitazione dell’ex convivente per prendere il figlio nonostante questa lo avesse invitato a lasciar perdere, dato che il piccolo dormiva: lui di tutta risposta avrebbe preso a calci il cancello stesso iniziando ad urlare.

Non sarebbe l’unico caso in cui la giovane è stata minacciata in pubblico: nell’agosto 2016, in mezzo a una strada, l’uomo le avrebbe tagliato la strada con l’auto per impedirle di andar via, minacciandola davanti a tutti e sputandole sul volto. «Ora trova una soluzione altrimenti vedrai cosa ti succede – le avrebbe detto – Devi morire». Un altro episodio preso in considerazione dal magistrato è quello del febbraio scorso, quando l’uomo, dopo essersi recato a casa della ex per riaccompagnare il figlio, avrebbe spintonato e percosso la donna, minacciandola di nuovo con il gesto del taglio della gola. Il processo prenderà il via la prossima primavera. —

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