Il Tirreno

Grosseto

la viabilità del misericordia  

Ospedale, divieto di fermata all’ingresso principale

Giovanna Mezzana
Ospedale, divieto di fermata all’ingresso principale

Giro di vite per evitare il caos, via libera solo ai pass handicap  se gli stalli non sono occupati L’Asl: «Ci sono altri accessi  persino più agevoli»

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«Io là ci arrivo in auto e nessuno me lo impedisce». Guardiola del Misericordia, ore 11 di ieri. Un pensionato di 76 anni scende dall’auto e minaccia di aggredire (anche fisicamente) la giovane addetta che “smista” il traffico all’ingresso della cittadella ospedaliera: vuole raggiungere in macchina l’ingresso principale dell’ospedale; deve chiedere informazioni su quando verrà operato: ma glielo impediscono. Non è la prima volta che si verificano episodi simili e (probabilmente) non sarà l’ultima. Prendendo spunto dalla segnalazione di una lettrice che qualche giorno fa – su tutte le furie – indicava l’ingresso principale del Misericordia come una zona offlimits alle auto – «anche con a bordo persone che non possono camminare» – il Tirreno ha chiesto agli uffici dell’Asl sud est quale regole siano in vigore.

E si scopre così che all’ingresso principale del Misericordia possono accedere con l’auto solo i pazienti che hanno un handicap documentato dal pass; l’accesso è consentito se è libero uno dei cinque stalli a disposizione; se tutti gli spazi sono occupati, è ammessa la fermata (cioè la possibilità di accompagnare il paziente all’ingresso e poi ridiscendere con la vettura) ma deve essere libero almeno uno dei due stalli per il carico e scarico. All’ingresso principale hanno diritto di accesso anche i taxi e le auto a noleggio con conducente, che possono fermarsi e sostare avendo uno stallo riservato.

L’addetto alla guardiola chiede sempre dove il paziente sia diretto per trovare una soluzione. «Non è del resto scontato, ma in pochi lo comprendono e così si rischia il caos – spiegano dagli uffici Asl – che l’accesso all’ospedale dall’ingresso principale sia sempre il percorso più breve e agevole». Tant’è che chi deve sottoporsi a radioterapia, accedere alla camera iperbarica, alla medicina nucleare o deve sottoporsi a una risonanza magnetica viene “convogliato” verso la sbarra ai piedi del pronto soccorso, da cui procederà costeggiando in auto un tratto della rampa per le ambulanze e potrà parcheggiare nelle vicinanze di dove deve recarsi; queste categorie di pazienti possono godere di una corsia privilegiata (quella che poi è stata offerta al pensionato di cui si diceva) a patto che siano in possesso di un certificato del “primario” che documenta la terapia a cui devono sottoporsi. C’è un’altra sbarra che si alza per i pazienti: è quella a lato dell’obitorio per chi deve sottoporsi ad una terapia lenitiva o a una cura palliativa; due sono gli stalli per la sosta.

Nel giro di 15 giorni, nella parte retrostante dell’ospedale, verrà attivato – con campanello per l’alzata della sbarra – un altro accesso agevole per coloro che devono recarsi in: oncologia, dialisi, Cup, laboratorio analisi, diabetologia, guardia medica (la notte); qui ci sono 20 stalli per i portatori di handicap e 30 per le associazioni che accompagnano i pazienti, oltre ai 14 che già ci sono in prossimità di diabetologia. –



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