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Ospedale, divieto di fermata all’ingresso principale
Giro di vite per evitare il caos, via libera solo ai pass handicap se gli stalli non sono occupati L’Asl: «Ci sono altri accessi persino più agevoli»
«Io là ci arrivo in auto e nessuno me lo impedisce». Guardiola del Misericordia, ore 11 di ieri. Un pensionato di 76 anni scende dall’auto e minaccia di aggredire (anche fisicamente) la giovane addetta che “smista” il traffico all’ingresso della cittadella ospedaliera: vuole raggiungere in macchina l’ingresso principale dell’ospedale; deve chiedere informazioni su quando verrà operato: ma glielo impediscono. Non è la prima volta che si verificano episodi simili e (probabilmente) non sarà l’ultima. Prendendo spunto dalla segnalazione di una lettrice che qualche giorno fa – su tutte le furie – indicava l’ingresso principale del Misericordia come una zona offlimits alle auto – «anche con a bordo persone che non possono camminare» – il Tirreno ha chiesto agli uffici dell’Asl sud est quale regole siano in vigore.
E si scopre così che all’ingresso principale del Misericordia possono accedere con l’auto solo i pazienti che hanno un handicap documentato dal pass; l’accesso è consentito se è libero uno dei cinque stalli a disposizione; se tutti gli spazi sono occupati, è ammessa la fermata (cioè la possibilità di accompagnare il paziente all’ingresso e poi ridiscendere con la vettura) ma deve essere libero almeno uno dei due stalli per il carico e scarico. All’ingresso principale hanno diritto di accesso anche i taxi e le auto a noleggio con conducente, che possono fermarsi e sostare avendo uno stallo riservato.
L’addetto alla guardiola chiede sempre dove il paziente sia diretto per trovare una soluzione. «Non è del resto scontato, ma in pochi lo comprendono e così si rischia il caos – spiegano dagli uffici Asl – che l’accesso all’ospedale dall’ingresso principale sia sempre il percorso più breve e agevole». Tant’è che chi deve sottoporsi a radioterapia, accedere alla camera iperbarica, alla medicina nucleare o deve sottoporsi a una risonanza magnetica viene “convogliato” verso la sbarra ai piedi del pronto soccorso, da cui procederà costeggiando in auto un tratto della rampa per le ambulanze e potrà parcheggiare nelle vicinanze di dove deve recarsi; queste categorie di pazienti possono godere di una corsia privilegiata (quella che poi è stata offerta al pensionato di cui si diceva) a patto che siano in possesso di un certificato del “primario” che documenta la terapia a cui devono sottoporsi. C’è un’altra sbarra che si alza per i pazienti: è quella a lato dell’obitorio per chi deve sottoporsi ad una terapia lenitiva o a una cura palliativa; due sono gli stalli per la sosta.
Nel giro di 15 giorni, nella parte retrostante dell’ospedale, verrà attivato – con campanello per l’alzata della sbarra – un altro accesso agevole per coloro che devono recarsi in: oncologia, dialisi, Cup, laboratorio analisi, diabetologia, guardia medica (la notte); qui ci sono 20 stalli per i portatori di handicap e 30 per le associazioni che accompagnano i pazienti, oltre ai 14 che già ci sono in prossimità di diabetologia. –
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