Il presidio
Cuccioli gettati La Polstrada li trova e li salva
Tre maschi e una femmina sono stati buttati accanto a un cassonetto. Terrorizzati e infreddoliti, fra un mese potranno essere adottati
. Li hanno gettati come si butta via la spazzatura, come fossero cose vecchie che non servono più. Così sono stati trovati domenica mattina quattro cuccioli, gettati accanto a un cassonetto del distributore Il Girasole, sull’Aurelia, nei pressi di Capalbio.
Fortuna ha voluto che li trovasse la Polstrada. Alcuni automobilisti avevano sentito i guaiti e avevano chiamato la polizia.
Sul posto è arrivata la pattuglia del distaccamento di Orbetello. Gli agenti li hanno sistemati nell’auto di servizio per scaldarli sotto le bocchette dell’impianto di riscaldamento. Poi li hanno portati in una vicina area di servizio, dove, insieme al gestore, li hanno rifocillati e coccolati.
Chi li abbia abbandonati non si sa. All’apparenza sembrano cuccioli di pastore Maremmano anche se, a una prima valutazione, non dovrebbero essere puri. Sono tre maschi e una femminuccia.
I clienti del distributore, visti i quattro batuffoli, hanno chiesto di poterli adottare. Al momento però non è possibile. Prima di quel momento c’è tutta una serie di adempienti che devono essere espletati per la loro salute.
I cani sono stati così affidati all’associazione Villaggio del cane (Campagnatico) incaricata dal veterinario della Asl di Grosseto per le cure del caso. I quattro cuccioli potranno essere adottati fra circa un mese.
«Hanno già subito un forte trauma per l’abbandono e per essere stati gettati via – spiegano al Tirreno da Villaggio del cane –. Prima di essere adottati dovranno essere curati adeguatamente, vaccinati e dotati di un microchip. Solo allora, fra circa un mese, potranno essere dichiarati adottabili».
Il gestore del canile è fiducioso perché, in genere, i cagnolini così piccoli trovano presto una famiglia. Visto anche l’avvicinarsi del Natale, da Villaggio del cane lanciano un appello a non comprare un cane per il gusto di averne uno.
«Hanno una sensibilità – spiegano dalla struttura – hanno bisogno di affetto vero». —
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