Il Tirreno

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Vuol tornare a studiare Il marito la picchia e la insulta: a giudizio

Alfredo Faetti

Inferno per 24 anni: ex coniuge accusato di maltrattamenti con botte davanti ai figli, pugni e rapporti sessuali imposti

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A un certo punto della sua vita sarebbe voluta tornare a scuola per conseguire quel diploma mai ottenuto da ragazza.

Aveva ancora forze e spirito dalla sua, mescolati con la volontà di rimettersi in gioco. Aveva parlato della sua intenzione con il marito, ricevendo di tutta risposta botte e insulti.

«Vagabonda», «hai la testa dura e vuota», «sei robaccia», «viene da una razza di robaccia» e altre affermazioni di questo calibro, finite nel calderone di maltrattamenti che la donna, oggi 43enne, ha deciso di denunciare alle forze dell’ordine dopo la separazione, raccontando le violenze che avrebbe subito nel corso dei suoi vent’anni di matrimonio vissuti nel sud della Maremma.

Pugni sulla schiena, capelli tirati più e più volte, rapporti sessuali contro la propria volontà fino a sentire le mani dell’uomo attorno alla gola con l’intento di strozzarla.

Una volta, sbattendole la testa sul montante della macchina dove si trovano le cinture di sicurezza, le ha pure rotto un dente.

È questa la spirale di violenza che la donna ha raccontato alle forze dell’ordine, che hanno portato oggi l’ex marito, oggi 50enne, ad essere rinviato a giudizio per maltrattamenti contro famigliari.

Una storia durata dal 1994 fino ai mesi scorsi, in cui le dinamiche tra i due coniugi, entrambi italiani, sono rimaste sotterrate nell’ombra di un rapporto che, stando agli atti d’indagine, non ha lasciato alcune libertà alla donna, costretta a subire la furia dell’ormai ex marito – così ha spiegato – per le ragioni anche più insignificanti.

Lo sostiene anche il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna, dato che contesta all’uomo anche l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti: l’iscrizione a scuola per il diploma ad esempio, o la presenza della donna ad un esame universitario sostenuto dal figlio.

Senza contare che le botte e le offese considerate nel procedimento sarebbero avvenute di fronte ai due figli minorenni: altra aggravante considerata dal magistrato.

Ma il giudice ha rinviato a giudizio l’ex marito anche per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose in quanto, all’inizio di quest’anno, pur essendo ancora in corso la causa di separazione, l’uomo avrebbe cambiato la serratura della loro abitazione lasciando così fuori la donna.

L’ultimo capitolo di una storia tanto lunga quanto angosciante, racchiusa nella denuncia rilasciata dalla quarantatreenne (che è parte offesa nel procedimento) e che adesso sarà ricostruita nel processo che prenderà il via il prossimo mese di gennaio in un’aula del tribunale di Grosseto. —



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