Il Tirreno

Grosseto

A Monte argentario il buon esempio sportivo 

Codice etico in campo È vietato discriminare

A.C.

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L’INIZIATIVA

L’Argentario calcio emana il suo codice etico. Non solo bravi calciatori: la società sportiva santostefanese vuole che i suoi tesserati seguano un adeguato comportamento, considerazione che vale anche per allenatori, dirigenti e genitori. Il tutto per evitare, se ce ne fosse bisogno, gli spiacevoli episodi di cronaca che spesso accadono dentro e fuori dai campi da calcio, come risse, parole ingiuriose e comportamenti indecenti da parte di chi assiste agli avvenimenti sportivi. Per rafforzare e promuovere questo principio, l’Argentario ha aderito al progetto “Parole Ostili – il Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport”, #LoSportCheMiPiace alla cui stesura, composta da dieci regole fondamentali, hanno aderito personaggi del calibro di Andrea Monti (direttore della Gazzetta dello Sport), Ivan Zazzaroni (direttore del Corriere dello Sport), Xavier Jacobelli (direttore di TuttoSport), Bruno Maria Gentili (direttore di Rai Sport), oltre a Massimiliano Allegri, Alex Zanardi e tanti altri.

Dunque la Ssd Argentario Calcio ha stilato il proprio codice etico e le norme di comportamento, che si rivolge ad atleti, dirigenti, accompagnatori, istruttori, collaboratori, volontari e genitori perché instaurino un clima sereno e di divertimento e diffondano una cultura antidiscriminatoria su sesso, razza, lingue, credo religioso e politico. «L’Argentario bandisce ogni forma di violenza, fisica o verbale, e promuove comportamenti positivi da parte di ciascun tesserato». I genitori devono permettere ai ragazzi «di scegliere l’attività, instaurare un rapporto costruttivo e positivo con l’istruttore, essere libero di esprimersi in allenamento e in gara, evitare di esprimere giudizi sui compagni e fare paragoni». I genitori devono «evitare i rimproveri a fine gara, far sentire la presenza nei momenti di difficoltà: sdrammatizzare, incoraggiare, far vedere gli aspetti positivi, salvaguardare il benessere psicologico del giovane, avere un atteggiamento positivo ed equilibrato sul risultato. Saper perdere è molto più difficile ed importante di saper vincere. Nello sport, come nella vita, non ci sono solo vittorie e dopo una caduta bisogna sapersi rialzare». — A.C.

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