Il Tirreno

Grosseto

la maxi operazione 

Tossicodipendenti e ladri: 2 anni di controlli a Capalbio

F.G.

Gli abitanti della Piccola Atene più volte hanno chiesto  interventi: mercato degli stupefacenti chiuso grazie a indagini sul territorio

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capalbio. La richiesta di legalità e di presenza sul territorio da parte delle forze dell’ordine, anche nel territorio capalbiese spesso preso d’assalto da ladri e malviventi, è stata soddisfatta dai carabinieri che per due anni hanno portato avanti un’indagine che ha smantellato le piazze dello spaccio nella zona sud della Maremma. Il legame tra spaccio e furti non è campato in aria: si ruba, spesso, per comprare la droga. Molti dei clienti dei pusher che avevano allestito veri e propri drive in nella boscaglia erano tossicodipendenti: senza lavoro, senza soldi, senza entrate che potessero permettere loro di pagare le dosi senza compiere altri reati.

L’operazione “Drive in” ha visto il coinvolgimento di circa 200 carabinieri che hanno lavorato ininterrottamente per sgominare la banda di spacciatori. Due mattine fa, i militari della compagni di Orbetello insieme ai colleghi del Tuscania sono intervenuti non soltanto nella zona sud della Maremma ma anche in città dove i blitz portati a termine ai Crespi e nei palazzoni abbandonati in via de’ Barberi, hanno permesso ai carabinieri di identificare altri trenta uomini di origini straniere che vivevano in quegli appartamenti mai finiti di costruire. Sono entrati di nuovo nel cuore del problema, in quella case mai finite e utilizzate come rifugio di senzatetto e senza regole. Tra le trenta persone identificate i carabinieri ne hanno trovate cinque irregolari sul territorio che sono stati avviati all’espulsione.

In città e nei boschi di Capalbio i militari sono entrati in azione contemporaneamente proprio per evitare che le persone i cui nomi sono stati riportati nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, potessero scappare. Negli ultimi due anni i carabinieri hanno seguito gli spostamenti degli spacciatori in mezz’Italia. Dalla Maremma, qualcuno si è spostato verso nord dove ha continuato a spacciare seguendo le stesse modalità applicate nella nostra provincia e nel viterbese.

Ora mancano all’appello cinque persone per le quali il giudice ha disposto una misura cautelare. — F.G.

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