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Protesta per il Palio 2018 Le contrade si tirano fuori dal presepe vivente
Borgo, Monumento, Poggio e Storte non parteciperanno all’evento in segno di contrarietà verso il Comune per le regole che ha introdotto sull’antidoping
Il Palio di Castel del Piano stoppa il presepe vivente. Le quattro contrade Borgo, Monumento, Poggio e Storte, dicono no alla partecipazione rompendo la tradizione che vedeva da decenni l’allestimento del presepe vivente del 28 dicembre partecipato e condiviso da tutte le associazioni. E rompendo, soprattutto, il clima natalizio che vorrebbe una comunità compatta a celebrare le feste e preparare eventi appetibili anche per i turisti. L’annuncio in una riunione di alcuni giorni fa fra l’amministrazione comunale e le associazioni per predisporre tutto in vista del 28.
Qui la Consulta delle contrade guidate da Mirko Brizzi del Poggio ha detto chiaro e tondo che le contrade non ci sarebbero state. Per convincerle a tornare sui propri passi non ha avuto buon esito neanche l’incontro chiesto dal sindaco Claudio Franci.
Il “terremoto” non cancella l’evento, presente anche nella locandina ufficializzata venerdì. Ma la Consulta resta irremovibile e spiega i motivi di una decisione così drastica in un succinto comunicato. La motivazione del dissenso è «la situazione che si è presentata quest’anno per il 50°esimo anno del Palio di Castel del Piano». Le quattro Contrade – si specifica – «hanno ritenuto opportuno di non partecipare a nessuna manifestazione indetta da questa amministrazione».
Dissenso già manifesto, peraltro, anche durante i giorni del palio e in quelli seguenti e che sono così sintetizzate: «La modifica del protocollo veterinario antidoping, rivisitato dall’amministrazione senza prendere in considerazione il parere delle contrade; la mancata cura e attenzione sulla sicurezza della pista; la bassa qualità dei cavalli e la scarsa attenzione nelle previsite; il rapporto con le Contrade, inteso come una mancanza di collaborazione». La nota chiarisce, a proposito di palio, che «per crescere come manifestazione bisogna farlo insieme. Quello che chiede la Consulta delle Contrade all’amministrazione, è che il processo di crescita venga condiviso il più possibile dalle istituzioni e dalle Contrade, che sono ben disposte, come sempre, ad una collaborazione attiva».
La Consulta non intende partecipare più agli eventi organizzati dall’amministrazione comunale, mentre non si tirerà indietro a partecipare agli eventi delle altre associazioni. Lascia comunque liberi i contradaioli che volessero essere figuranti nel presepe vivente di farlo liberamente. —
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