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Ostelli, osterie, sentieri e agricoltura “eroica” Cinque progetti al via

F.B.
Ostelli, osterie, sentieri e agricoltura “eroica” Cinque progetti al via

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grosseto. Un milione e 200mila euro per finanziare le Cooperative di comunità nelle aree periferiche e marginali della Toscana. La Regione ammette 25 progetti (su 32 presentati) di cui cinque nel Grossetano: tre in Amiata, uno sulle colline e uno al Giglio.

I progetti ammessi sono quelli in cui forte è l’impronta di comunità e che prevedono di riattivare attività turistiche, culturali e commerciali, di valorizzare l’ambiente, di riavviare strutture di ricezione turistica (anche diffusa), percorsi culturali o ambientali, attività agricole o ittiche.

A Montelaterone, frazione di Arcidosso, si intende creare la cooperativa Il Borgo. I soci del circolo ricreativo La Brizza, in collaborazione col comune di Arcidosso, si propongono di creare un ostello in un immobile della Curia da ristrutturare e mettere le gambe a un progetto di albergo diffuso. Oltre ai servizi recettivi, si pensa a un turismo escursionistico, sportivo, religioso.

A Castell’Azzara la cooperativa ecosistema comunale progetta iniziative a supporto delle imprese locali, con la creazione di una rete di imprenditori e privati. Il villaggio ecosistema comunale si pone come molla dello sviluppo locale attraverso la progettazione partecipata, la valorizzazione del territorio, i servizi alla persona e ambientali. Il primo progetto sarà la manutenzione dei sentieri e la realizzazione di un hotspot comunale per i servizi digitali alla persona.

A Cinigiano per la cooperativa Biofan, la parola chiave è “castagna”, a chilometro zero. La cooperativa Biofan punta alla produzione di prodotti biologici e salutistici per valorizzare la produzione di castagne Igp del Monte Amiata.

A Sorano, la cooperativa San Giovanni delle Contee mira a riaprire l’osteria locale e il bar per farne un luogo dove degustare e acquistare i prodotti locali, ma che funzioni anche da edicola, infopoint e internet point, un luogo di promozione turistica, un centro di aggregazione e un centro culturale.

All’Isola del Giglio, dove vivono più 30mila persone d’estate e 700 in inverno, l’obiettivo è rilanciare l’agricoltura “eroica” sulle colline sferzate dal vento ma anche la pesca tradizionale. Il tutto, appunto, con una cooperativa di comunità. Il primo progetto riguarda l’impianto di frantoio sociale, acquisito nel 2017 e messo in opera in via provvisoria. Si pensa ad acquistare macchinari per il recupero degli oliveti abbandonati e di altri terreni, creando posti di lavoro non direttamente legati al turismo. Si punta anche ad acquisire una barca con licenza e rete da posta, per organizzare degustazione del pescato, con l’assunzione di due marinai. Oggi al Giglio non ci sono infatti pescherecci autoctoni. C’è anche un progetto di mensa sociale (in collaborazione con la Misericordia e il Comune) per i mesi di bassa stagione. La cooperativa, Laudato Sì, è stata costituita l’anno scorso; la guidano giovani ed ha già in comodato d’uso oltre tre ettari di terreni tra oliveti, frutteti, vigne e produzione di ortaggi.

«Sin da quando si è iniziato a parlare di cooperative di comunità ho pensato che potessero essere uno strumento fondamentale per ravvivare i nostri centri più piccoli o geograficamente più marginali – commenta Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – una scommessa sulla quale crediamo veramente al punto da triplicare le risorse per presidiare i centri minori, allargare il fronte dei servizi, arrestare il declino e favorire nuova occupazione». —

F.B.

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