Il presidio
Luci che parlano Bianciardi e Calvino i più gettonati per il prossimo anno
Il Tirreno lancia l’idea di illuminare con le parole i centri Grosseto a Castiglione dicono sì: ma servono i soldi
GROSSETO. Le prime luminarie artistiche d’Italia si sono accese giorni fa a Bologna, in via D’Azeglio, facendo risplendere le parole di Lucio Dalla. Da lì in poi sono state cliccate, fotografate, selfate, facendo in poco tempo il giro del mondo. Una tradizione natalizia si è fatta poesia e musica, rinnovandosi e umanizzando rituali. Così, il Tirreno ha raccolto l’idea e l’ha rilanciata per capire se anche altrove – in Toscana, in Maremma – altri luoghi potessero essere “accesi” con luminose parole.
bianciardi
In Maremma, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna apprezza l’iniziativa bolognese e la rilancia. Cercherà sponsor che possano finanziare “parole illuminate” e fa un piccolo appello ai cittadini perché portino idee. «Quella che è stata realizzata a Bologna – dice Vivarelli Colonna – è un’idea molto carina, anche perché riesce a coniugare l’atmosfera gioiosa del Natale con l’identità della città, utilizzando le parole di un grande cantautore bolognese. Ci piacerebbe molto potere realizzare una cosa simile il prossimo anno: per questo, chiediamo fin da adesso la generosità di sponsor che possano supportare l’iniziativa e il suggerimento dei cittadini su quale testo utilizzare. Io faccio la mia proposta: Luciano Bianciardi. Attendo altri suggerimenti! ».
Calvino
Plaude Susanna Lorenzini, assessora del Comune di Castiglione con deleghe a cultura, turismo, pubblica istruttive, commercio e suap. E propone un nome: Calvino. «A me piace tantissimo l’idea – dice – anche se qua a Castiglione per quest’anno siamo in emergenza…». A novembre il Comune ha emanato un bando per trovare ditte che realizzassero le luminarie. Ha messo nel piatto 36mila euro a base d’asta, ma non ha partecipato nessuna azienda. Così il Comune si è dovuto arrangiare in extremis, chiamando direttamente una ditta che inizierà solo il 15, facendo slittare le agognate lucine quasi alla vigilia. Per la “nostra” iniziativa natalizia dunque (le parole illuminate), qui se ne riparla per forza l’anno prossimo. Certamente organizzandosi per tempo. La Lorenzini un’idea ce l’ha. «Potremmo farlo con le parole di Calvino». Castiglione è legata al nome dello scrittore, nel profondo. «Magari potremmo sistemare alcune sue parole all’inizio della biblioteca intitolata a lui, adiacente al corso: un brano leggibile dalla strada. Poi bisogna vedere in pratica: se l’idea non è eccessivamente costosa si può estendere all’inizio del corso e in altri punti. Certo, anche qui bisogna capire come fare, magari prenderemo contatti con Bologna; faremo un progetto. E sentiremo i cittadini se hanno idee».
palazzi e talenti
«L’idea di personalizzare le città, rendendole in qualche maniera uniche in un momento di festa come il periodo natalizio ci trova ovviamente concordi», dice Gloria Faragli di Confesercenti. «Rendere i luoghi identitari è molto importante. Certo nel caso di Bologna il fatto che si trattasse delle parole di un cantautore (e di un testo) universalmente conosciuto ha garantito un successo e una visibilità incredibile all’iniziativa. Sarebbe comunque un’idea che potrebbe avere un buon successo anche in Maremma. Magari, visto che ormai le luminarie sono state allestite in tutti i comuni – prosegue Confesercenti – le amministrazioni, per quest’anno, potrebbero decidere di proiettare le parole di alcuni scrittori e letterati legati alla Maremma (penso a Cassola, Bianciardi) sulle facciate dei palazzi, come avvenuto in passato anche per la Città visibile».
Per Ascom Confcommercio, parlano Gabriella Orlando (direttrice) e Carla Palmieri (presidente): «Abbiamo apprezzato questa iniziativa – dicono – e l’abbiamo considerata un esempio interessante, cui ispirarsi. Abbiamo bisogno di spunti culturali: anche un’illuminazione creativa può costituire un ottimo stimolo, intanto per godere e provare piacevoli percezioni (perché alla fine leggere cose di valore fa bene all’anima, come vedere un bel film al cinema o uno spettacolo a teatro), poi per dare beneficio al commercio. L’abbinamento delle luci con la cultura è un buon connubio che fa bene a cittadini e commercianti. Un connubio per il quale dobbiamo considerare Bologna un modello. Per quanto ci riguarda ci attiveremo affinché questo tipo di iniziativa possa essere realizzata anche da noi. Potremmo pensare a personaggi come Bianciardi, ma non necessariamente celebri: un’idea potrebbe essere valorizzare le parole e le idee di giovani talenti da scoprire. L’importante è che ciò funga da stimolo per abbinare il bello degli occhi con il bello dell’anima». — E.G.
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