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Boom di vendite su Internet Il Capannone chiude i battenti

Giulia Sili
Boom di vendite su Internet Il Capannone chiude i battenti

Aperto più di quarant’anni fa, il negozio non sopporta più il peso delle tasse Il proprietario: «Ho conosciuto qui mia moglie, sogno di andare a Formentera» 

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Dopo quarantatré anni di attività anche il Capannone, negozio storico di Follonica, verrà chiuso.

La notizia segue quella di altre attività della città, chiuse dopo una lunga storia di commercio alle spalle. Solo recentemente a decidere di tirare definitivamente giù la saracinesca sono infatti stati Toto e Tata, con cinquantasei anni di carriera, e Arturo e Clementina, con trentaquattro.

Il Capannone nasce a maggio del 1976 quando Francesco Cappellini, allora venticinquenne, apre insieme al padre il suo grande negozio di elettrodomestici. «Allora eravamo in pochi ad avere un’attività del genere – racconta il proprietario – mio padre veniva dall’esperienza di agente di commercio per una nota ditta di elettrodomestici e così decidemmo di fare insieme questo ulteriore passo. Una scelta, allora, molto fortunata, perché l’attività andava bene, vendevamo cucine economiche, stufe a legna, i primi fornelli. Avevamo un’esposizione con tutte le novità più recenti in commercio».

Il Capannone, con duecentocinquanta pezzi in esposizione e un magazzino di oltre mille prodotti, era infatti diventato il punto di riferimento della zona: lì facevano gli acquisti molte delle famiglie di Follonica e dei Comuni limitrofi. Oggi però le cose sono cambiate e da alcuni anni si è trasformato in un negozio di articoli casalinghi: «Non avevamo più i grandi numeri di un tempo – racconta Cappellini – in passato vendevamo anche duemila pezzi all’anno. Già negli anni ’90, con l’introduzione dell’Ici, abbiamo sentito la prima stanchezza, ma il lento declino è arrivato negli ultimi dieci anni».

Troppe tasse e un mondo completamente diverso: «Quando abbiamo fatto costruire questo capannone non potevamo saperlo, oggi però paghiamo circa 25mila euro all’anno tra Imu e Tari, una cifra che non riusciamo più a sostenere – spiega l’uomo – La gente poi ora compra online e a noi adesso non resta che chiudere».

La svendita del Capannone inizierà domani e terminerà il 2 febbraio, giorno della chiusura. Ma per il futuro Francesco Cappellini sogna un trasferimento altrove, magari a Formentera, un viaggio senza biglietto di ritorno per lui e per tutta la sua famiglia. A lavorare al Capannone è infatti tutta la famiglia Cappellini: «Qui lavoriamo io e mia moglie Daniela e spesso anche i nostri due figli, la più piccola di 33 e il più grande di 36 – racconta il commerciante – Con Daniela ci siamo conosciuti qui, lei era la ragioniera di mio padre. Dopo la chiusura potremmo andarcene tutti insieme, sarebbe proprio da fare – conclude Cappellini – magari a Formentera, un’isola dove sono andati a vivere già alcuni amici e dove la vita è più facile. Insomma, un posto dove godersi la pensione beati, senza la pesantezza che viviamo oggi». —

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