Il Tirreno

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porto ercole 

Allungamento del molo «L’ok della Regione? Sono solo chiacchiere»

A. C

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porto ercole. «Parlano di ok della Regione sull’allungamento del molo di Porto Ercole, ma sono solo chiacchiere». L’ex sindaco e attualmente esponente dell’opposizione Arturo Cerulli interviene in merito alle ipotesi di allungamento del molo frangiflutto di Porto Ercole, paventato soprattutto dopo la forte mareggiata che ha colpito la provincia di Grosseto e allagato la banchina del paese argentarino.

Un intervento chiesto a gran voce dai portoercolesi e dal sindaco Franco Borghini stesso che, dopo l’evento atmosferico, ha iniziato le procedure e incassato l’ok verbale dalla Regione per far partire il tutto. Cosa che, però, secondo Cerulli è ben lontana dalla sua risoluzione. «Sono basito dal trionfalismo con cui si dice che la Regione abbia dato il proprio assenso alla costruzione di un nuovo molo per la messa in sicurezza del porto di Porto Ercole - dice Cerulli - Magari, ma vorrei far presente che si tratta solo di una solenne stupidaggine. La Regione non dà consensi così al volo: non li dà e non li può dare. E allora? Allora ricordo che c’è un piano regolatore approvato e che, in base a quello, i nuovi amministratori devono muoversi. Possono fare tutte le varianti che vogliono, ma al momento dire che la Regione ha approvato è solo fumo (per chi conosce le regole del gioco neanche quello) e niente arrosto». Per Cerulli saranno necessari anni prima che Porto Ercole possa usufruire di un molo più lungo che prevenga le mareggiate all’interno del porto. «La bufala è nel dire che la Regione ha dato l’ok - analizza - e che dice che si può fare tutto. Ma bisogna mettere in pratica il piano regolatore, chiedere dei permessi e fare un iter amministrativo. Ci vogliono anni e non certo pochi giorni. Tra l’altro l’allungamento del molo era nei nostri programmi, ma per fare questo abbiamo prima approvato lo strumento urbanistico che non sarà perfetto, ma da lì bisogna iniziare. Quindi non siamo contrari al molo, ma bisogna prima fare gli studi e i passaggi necessari, che non possono ovviamente essere soltanto verbali. Ci vogliono documenti e progetti chiari. La campagna elettorale è finita: adesso pensino a fare le cose e non solo a demolire quello che abbiamo fatto noi». — A. C

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