Il Tirreno

Grosseto

Una serra idroponica al posto del Casalone

Giovanna Mezzana

È la voce che si è diffusa ma Massai smentisce. Nessuna novità dalle banche per la ristrutturazione del debito della società

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Si rincorrono le voci sul futuro dell’ippodromo del Casalone, a più di otto mesi dallo stop alle corse di galoppo: era il 21 marzo quando un decreto direttoriale, in seno al ministero dell’agricoltura, diede via libera al trasloco delle redini corte da Grosseto al trotter di Follonica. Circola nelle sale scommesse ma è arrivata fino alle stanze dei bottoni (quelle dei politici) l’ipotesi di realizzare una grande serra idroponica sui terreni battuti per un’epoca dai cavalli purosangue: ha avuto grande risonanza – in Maremma e non solo – il progetto hi-tech della società agricola Sfera di Gavorrano. I rumors sono però anche altri, ma Alessandro Massai, amministratore unico della società Ippodromo del Casalone, smentisce: «Solo tante chiacchiere». Intanto non si è ancora sciolto il nodo della ristrutturazione del debito per cui la società Ippodromo del Casalone è esposta verso le banche per circa 6 milioni di euro.

tutti i rumors

C’è chi dice dunque che gli sterminati terreni del Casalone potrebbero essere riconvertiti in affascinanti e futuribili serre idroponiche, battendo il terreno già battuto dalla gavorranese Sfera, che è del tutto estranea a queste ipotesi. Non solo: anche una società argentina si sarebbe fatta avanti perché interessata all’ippodromo del Casalone. E poi ci sarebbero pure i sardi, che i cavalli li hanno nel sangue, e che – dalla loro Isola – guarderebbero con interesse alla costa maremmana: del resto basta dare un’occhiata nel web per scoprire che in passato i destini di Grosseto e (per esempio) di Villacidro, che ospita un ippodromo di galoppo, si sono incrociati. «Io non ne so nulla – libera il campo Massai – ma di chiacchiere in giro ce ne sono tante. Se c’è qualcuno che ha dei progetti e vuole farsi avanti, può esporli alla nostra assemblea».

il quadro economico

È stato estratto dal Registro Imprese della Camera di Commercio circa un mese fa il bilancio 2017 della società Ippodromo del Casalone: e la situazione è variata di poco rispetto all’anno precedente. Il debito complessivo è aumentato da 8 milioni e 681mila euro del 2016 a 8 milioni e 709mila euro nel 2017; come già era noto, il grosso dell’esposizione debitoria è verso il sistema bancario e ammonta a circa 6 milioni. Nel saldo dei debiti nei confronti degli istituti di credito c’è un mutuo ipotecario di 2 milioni e 730mila euro erogato da Mps Capital Service (è quanto si legge nel bilancio) garantito da un’ipoteca di 6 milioni iscritta sugli immobili della società. E nella relazione che accompagna il bilancio e che “ratifica” l’assemblea dei soci del 25 giugno 2018 si fa esplicito riferimento ad una «bozza del Piano di ristrutturazione del debito consegnato a suo tempo» e «per cui – si legge ancora nella relazione – sono stati ravvisati buoni propositi e predisposizione all’accoglimento della richiesta» da parte della banca. Essendo trascorsi mesi da quell’assemblea della società Ippodromo del Casalone, Il Tirreno ha chiesto a Massai se nel frattempo fosse giunta una risposta dalle banche – che per altro potrebbe dare una scossa ad eventuali progetti di rilancio per il Casalone (con o senza il Mondo Cavallo). «Non abbiamo nulla, al momento» risponde Massai. —

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