Il presidio
Né violenza né lesioni Assolto dopo sei anni
GROSSETO. Prima era stato arrestato, con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una connazionale, con la minaccia di una sbarra di ferro.
Il gip non aveva convalidato (mancava la flagranza) ma lo aveva lasciato in carcere evidenziando il pericolo di reiterazione dei reati. Poi lei aveva ritrattato e pochi giorni più tardi il Tribunale del riesame (che aveva escluso l’uso dell’arma) lo aveva scarcerato, annullando la misura cautelare. Era il 2012.
Rimaneva in piedi il processo per le sole lesioni, per quel momento in cui lui, secondo l’accusa, avrebbe fatto sbattere a lei la testa sul pavimento (10 i giorni di prognosi).
Ma il giudice Gian Marco De Vincenzi ha ritenuto di doverlo assolvere anche da questa accusa: lei aveva rimesso la querela (tra l’altro al pronto soccorso aveva dichiarato di aver sbattuto la testa a terra), è stata rimossa l’aggravante dell’uso della “arma”, è stata quindi dichiarata l’improcedibilità in base all’entità delle lesioni.
Odissea finita per Grigore Cirnati, romeno di 51 anni, difeso dall’avvocato Romano Lombardi.
I fatti erano avvenuti nella notte tra l’1 e il 2 dicembre 2012, in un casolare nelle campagne di Follonica; la donna, allora 34enne, aveva raccontato ai carabinieri di essere fuggita perché picchiata e costretta a subire rapporti sessuali. Una storia in cui l’alcol aveva giocato un ruolo non secondario, confondendo i contorni dei racconti. — P.S.
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