Il presidio
Crisi del latte, lettera e appello alla prefetta
grosseto. «Bisogna disegnare una strada del latte per sottrarci alla grande industria casearia». Il gruppo consiliare A/Gente comune di Cinigiano guidato da Giovanni Barbagli, con la presidente del comitato Pastori d’Italia Mirella Pastorelli scrivono alla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco e lanciano un appello urgente, ricordando anche di avere di recente partecipato all’incontro al ministero dell’Ambiente per spiegare i problemi delle predazioni degli ovini ma anche la crisi del latte, l’aumento dei costi della produzione della trasformazione del latte. Problemi amplificati dalla decisione di Granarolo di disdire i contratti di ritiro del latte dai produttori toscani (i sindacati temono la stessa possibilità per Alival), che ha innescato una guerra del latte pericolosa per tutta la filiera toscana.
Barbagli e Pastorelli sono convinti che «interessi commerciali e industriali nazionali ed europei agiscono da tempo per scoraggiare i vari soggetti della filiera del latte (pastori, produttori dei derivati) e allora fare fronte comune fra istituzioni governative, regionali e locali è la migliore risposta.
Quali le strategie per reggere botta? Una nuova strategia di filiera, suggeriscono Pastorelli e Barbagli, che veda pastori, produttori dei derivati del latte, comuni e Provincia a difesa del settore grazie ad alcune strategie: rafforzare il marketing del latte toscano consolidando la distribuzione nel territorio toscano e nazionale; avviare la tracciabilità del latte toscano; prendere definitive decisioni per scoraggiare la predazione degli ovini; programmare investimenti mirati per superare la stagionalità della produzione e della distribuzione del latte. E infine l’appello ai “sindaci e al presidente della Provincia per formulare un documento unitario a difesa della produzione del latte toscano e della pastorizia dalle predazioni. — F.B.
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