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«Protestiamo al fianco di un popolo intero»

«Protestiamo al fianco di un popolo intero»

La preoccupazione di tre studentesse al gazebo per le firme Il timore di una commerciante: siamo qui con i nostri clienti

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LARDERELLO. La fila al gazebo per la raccolta firme è lunga, mentre la manifestazione per il sì alla geotermia sta per cominciare. Le tre ragazze controllano che le operazioni per il sostegno alla richiesta di ripristino degli incentivi si svolgano regolarmente. «Siamo qui per dare una mano a una terra in cui siamo cresciute», dice Chiara Panichi.

Sguardo sincero, volto sorridente, la ventunenne è insieme alla coetanea Serena Fabbri e a Chiara Scelfo, di due anni più giovane. Le prime due abitano a Larderello e studiano scienze infermieristiche. La terza studia enologia ed è di Colle Val d’Elsa, ma nella frazione di Pomarance abita il fidanzato: «È vero, non mi sto preparando per entrare in geotermia, ma sono preoccupata per questa gente che rischia di perdere il sostentamento principale alla propria economia». Le altre due giovani sono più coinvolte. «Abbiamo familiari che lavorano in geotermia – dice Serena – Vedere così tante persone adulte, alcune in età lontana dalla pensione, altri invece più avanti con gli anni, ci dà l’idea di un intero popolo coinvolto».

Gli intrecci tra l’economia del vapore e la vita di chi abita da queste parti sono tanti. Un esempio è Giuseppina Spinelli che di mestiere fa la commerciante. È proprietaria di un’erboristeria a Pomarance e rappresenta il centro commerciale naturale. «Dipendiamo da questa ricchezza del sottosuolo – dice la cinquantenne – Tantissime attività si sono sviluppate attorno alla geotermia. In passato questa terra era agricola, poi si è trasformata in un tessuto industriale che ha avuto bisogno di servizi e, quindi, anche di commercio. Un altro settore è il turismo che è diventato sempre più importante, con grande attenzione al museo della geotermia e alle aree naturali collegate al vapore. Noi negozianti siamo qui a manifestare, perché ci sono i nostri clienti. Il nostro futuro è a Larderello».

Eros Conforti è un ventisettenne che dimostra vent’anni. Lavora in Enel dal 2013. E tra i tanti giovani presenti in via Fucini è, probabilmente, tra i più fortunati. In fin dei conti, Enel ha una posizione ben diversa dalle imprese dell’indotto geotermico. «È vero, Enel ha un’attività tale che non rischia di chiudere se tolgono gli incentivi. Casomai investirà altrove. Ma è proprio questo il problema. È inserita in uno scenario internazionale e non si sa cosa può succedere quando si ha a che fare con realtà di questo genere. Semmai è a rischio la tenuta sociale della Valdicecina e dei territori che vivono di geotermia. Negli anni Ottanta c’è stato un forte spopolamento che ha creato un profondo cambiamento. Ora siamo di fronte a una prospettiva che, se dovesse essere confermata, aprirebbe le porte a uno scenario simile a quello di trent’anni fa. Sarebbe come fare un balzo indietro in un passato che non ha generato risvolti positivi. Anzi, ci facciamo i conti ancora oggi. Ma non credo che saremmo in grado di reggere una botta come quella del taglio agli incentivi». —

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