Il presidio
Botte ai genitori per soldi Due anni in comunità
grosseto. Aveva minacciato i suoi genitori, aveva spaccato i mobili della loro casa, il parabrezza della loro auto. Aveva picchiato sua madre più volte, sbattendole la testa contro la carrozzeria della vettura per farsi consegnare i soldi. «Spacco tutto, brucio la casa e il capannone. Mi volete mandare in galera ma c’è già chi ha le istruzioni e siete morti tutti e due. Ho lavorato vent’anni gratis nella vostra azienda, non mi avete versato i contributi. È una settimana che non mangio, non mi date i soldi». Parole pronunciate mentre l’uomo, che ha 35 anni, brandiva un’accetta.
I genitori, disperati, si sono dovuti rivolgere ai carabinieri e in tribunale, il collegio composto da Adolfo Di Zenzo (presidente), Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi lo hanno assolto perché incapace di intendere e volere. L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Oneto, soffre di un disturbo paranoide e dovrà restare due anni in una comunità seguendo le indicazioni terapeutiche e mediche senza uscire dalle 20 alle 7. — F.G.
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