Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

«È fondamentale cambiare il modo di gestire la geotermia»

Alfredo Faetti
«È fondamentale cambiare il modo di gestire la geotermia»

Giannarelli, capogruppo M5s in Regione, dà rassicurazioni a lavoratori ed enti «Incentivi confermati, i soldi saranno dati in modo diverso rispetto al passato»

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Il Movimento 5 Stelle in Toscana si trova sotto il fuoco incrociato della geotermia. Da una parte la discussione portata avanti a livello nazionale, durante la quale è saltata fuori anche la possibilità che i vapori del sottosuolo possano non essere più considerati come un’energia rinnovabile; dall’altra il livello regionale, in cui è stato di recente introdotto il confronto sul Paer (Piano Ambientale ed Energetico Regionale) per la definizione entro i prossimi due mesi delle aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia.

In mezzo a questi due fuochi, ci sono i lavoratori e territori che di geotermia vivono, come l’Amiata o le Colline metallifere, e in particolare Larderello, dove domani sarà in scena la manifestazione “Geotermia Sì” (previste centinaia di persone secondo gli organizzatori) per ribadire quanto questa risorsa possa essere determinante. «La geotermia è una risorsa rinnovabile, il problema è come viene gestita», dice il capogruppo pentastellato in Regione, Giacomo Giannarelli, puntando il dito non tanto sui flussi sotterranei in quanto tali, ma sugli impianti che ora devono guardare all’innovazione sostenibile.

Il sindaco di Volterra, Marco Buselli, le ha scritto una lettera per chiedere di intervenire sul governo affinché la geotermia venga ancora riconosciuta come risorsa rinnovabile...

«Ho già risposto a Buselli e a tutti i lavoratori della geotermia dico di stare tranquilli: gli incentivi saranno confermati con il decreto Fer 2. Chiaramente si daranno soldi in modo diverso rispetto al passato: siccome gli incentivi vengono dati per apportare innovazione tecnologica, abbattimento inquinanti e guida verso un mondo più verde, più rinnovabile, più sostenibile, verranno confermati gli incentivi per quegli impianti che hanno, ad esempio, gli abbattitori Amis, capaci di ridurre oltre il 90 per cento di mercurio. Quindi a tutti i lavoratori, diretti e dell’indotto, dico di stare tranquilli».

Eppure la geotermia resta al centro della discussione, regionale e nazionale.

«Chiaramente siamo a un punto di svolta. Dobbiamo guidare il superamento dei grandi impianti presenti nella nostra regione e gestirli in un altro modo anche attraverso le tre leggi in discussione in consiglio regionale, una delle quali proposta dal M5s».

Cosa chiedete?

«La proposta chiede che queste risorse vengano messe a gara. Le aziende devono pagare di più: noi ci aspettiamo entrate per oltre 30 milioni di euro dalla geotermia se venissero approvate queste leggi. Poi sicuramente devono essere impianti accettati dalla popolazione, a zero emissioni e devono soddisfare o una domanda esistente o un progetto innovativo di economia circolare, di turismo sostenibile, creare ricchezze anche per quelle aree disagiate come le zone periferiche dell’Amiata».

All’approvazione del Paer alcune opposizioni hanno attaccato la giunta dicendo che non si vuol toccare le centrali Enel amiatine.

«Occorrono nuove norme europee più restrittive, su questo ci stiamo lavorando con il nostro europarlamentare Dario Tamburrano. Poi dobbiamo togliere gli incentivi statali perché sono impianti che sono già rientrati nell’investimento. Ma soprattutto sono impianti da superare tecnologicamente, quindi non vanno sostenuti. Servono anche norme regionali più ferree: ad esempio il discorso delle aree non idonee che stiamo portando a compimento e che ci permetterà di disegnare insieme ai Comuni e alle popolazioni quali sono le aree idonee alla geotermia e quelle a cui non sarà più possibile fare ricorso alle risorse geotermiche. Era un documento mancante da diversi anni è stata una battaglia vinta con successo dal M5s».

Insomma, la geotermia resta una risorsa rinnovabile per voi?

«La geotermia è una risorsa rinnovabile, ma il problema è come viene gestita. Chiaramente le centrali flash, quelle centrali che prendono il flusso e lo immettono direttamente nell’ambiente, rappresentano un problema e non è corretto sostenerle con incentivi pubblici, che sono soldi dei cittadini. Allora dobbiamo guidare la trasformazione di questi impianti verso altri a migliore tecnologia innovativa, totale remissione dei fluidi: tutto questo lo possiamo fare con incentivi alla geotermia». —

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