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Diabete: nuovi studi ed esperienze a confronto al congresso regionale

Oltre 18mila persone in cura in provincia di Grosseto Medici, infermieri e pazienti  chiamati a riflettere  sull’importanza di fare rete

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grosseto. Una malattia sempre più diffusa, il diabete, con tante sfaccettature e tante complicanze, che va affrontata non solo con la terapia prescritta dal medico ma anche con lo stile di vita, poiché tocca molti aspetti diversi della quotidianità del paziente. Una patologia complessa, che richiede un approccio altrettanto complesso e multidisciplinare che coinvolge vari specialisti. In poche parole: una patologia per affrontare la quale serve fare rete. Ed è proprio questa la parola chiave del congresso annuale della Diabetologia toscana, sotto le sigle della Società italiana di Diabetologia (Sid) e dell’Associazione medici Diabetologi (Amd) della Toscana, che quest’anno si tiene a Grosseto.

La due giorni si intitola “Nodi e intrecci di una rete: evidenze scientifiche ed esperienze a confronto” e si apre domattina all’hotel La Principina a Principina terra, presieduto da Loredana Rizzo, direttrice dell’Unità operativa di diabetologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto e presidente regionale eletta della Società italiana di diabetologia (Sid).

Il congresso vedrà riuniti i professionisti della regione impegnati nel processo di cura della patologia diabetica. Non solo medici, ma anche infermieri, pazienti che porteranno la loro esperienza, e rappresentanti delle istituzioni. La diabetologia del nuovo millennio si trova ad affrontare molteplici sfide, dettate dalla crescente diffusione della patologia e, al tempo stesso, dalla necessità di indirizzare in maniera efficace e appropriata la propria attività di cura.

Sono circa 250mila i diabetici nella sola regione Toscana con una prevalenza stimata del 6-7%. Oltre 18mila quelli che afferiscono agli ambulatori di diabetologia nella sola provincia di Grosseto e i numeri sono in continua crescita.

Tante ancora le sfaccettature e le complicanze della malattia (diabete tipo 1, tipo 2, gestazionale) fino all’uso delle più moderne tecnologie per cui si rendono necessari servizi sempre più differenziati e personalizzati. La giusta prospettiva per affrontare un problema di così grandi dimensioni è quindi quella di mettersi all’interno di una rete che con le sue maglie possa abbracciare la complessità del fenomeno. Tanti i temi trattati durante il congresso che spazierà da un aggiornamento su i più recenti risultati degli studi sui farmaci innovativi, alla condivisione delle esperienze maturate nelle diabetologie regionali.

«La nuova diabetologia deve essere sempre più una rete che connetta varie figure professionali – spiega Rizzo – e che offra una gestione multidisciplinare dei pazienti, che si integri sempre più tra territorio e ospedale, che coniughi competenze aziendali e interaziendali per un’offerta sempre più omogenea, accessibile e appropriata».

Per i medici la partecipazione dà diritto a crediti formativi. Orari: domani 14.30- 19.30, sabato 9-12.50. —

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