Il Tirreno

Grosseto

PIANETA SOCIALE 

Disabili mai soli: l’esperimento del Sole funziona

Sara Landi
Disabili mai soli: l’esperimento del Sole funziona

La Fondazione illustra i risultati della prima fase di attività del progetto “Pronto intervento domiciliare”: un aiuto decisivo alle famiglie, col sostegno di Crf

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Quando una famiglia con un figlio disabile grave e non autosufficiente si trova ad affrontare una situazione improvvisa in cui nessuno può prendersi cura del figlio per un breve periodo, la soluzione è generalmente l’affidamento temporaneo a una struttura come una Rsa con conseguente allontanamento della persona disabile dal suo ambiente e dai suoi punti di riferimento e con costi spesso difficilmente sostenibili per le famiglie stesse.

Per dare risposta a queste situazioni con un progetto ad alta innovazione sociale la Fondazione Il Sole di Grosseto ha sperimentato per sei mesi il codice Pidd, “Pronto intervento domiciliare disabili”. A renderlo possibile un finanziamento di 20mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che insieme ai 14mila euro destinati alla sperimentazione dalla stessa Fondazione Il Sole ha permesso di sostenere in questi mesi una ventina di famiglie delle quasi cento che si affidano ai servizi del Sole.

«Le situazioni testate in questi mesi – spiega il presidente Massimiliano Frascino – riguardavano genitori che si sono trovati ad affrontare un’emergenza improvvisa come un ricovero ospedaliero o che avevano bisogno di concedersi una breve vacanza perché come sappiamo l’impegno del caregiver è totalizzante. In questi casi le famiglie hanno potuto affidare i propri figli agli operatori della Fondazione che già conoscevano e che oltre a garantire l’assistenza domiciliare 24 ore su 24 hanno permesso ai ragazzi di continuare a seguire le loro attività diurne in Fondazione».

Le famiglie potevano quindi allontanarsi serene, sapendo di affidare a persone qualificate e conosciute i propri figli ed evitando a questi ultimi il disagio di uno sradicamento anche se temporaneo per essere ospitati in una struttura con persone generalmente molto anziane e con patologie ed esigenze ben diverse.

«Siamo felici di aver reso possibile questa sperimentazione con il nostro finanziamento – dice Alfonso De Pietro, membro del comitato di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – Il servizio pubblico deve fare la sua parte ma queste forme di welfare integrativo vanno sostenute».

Ora Frascino guarda avanti. «Durante la sperimentazione, che ha avuto come partner il Coeso, il servizio è stato a costo zero per le famiglie – dice il presidente – ma visto che funziona si può anche immaginare il suo proseguimento con una compartecipazione alle spese che includa anche le famiglie. Sui risultati della sperimentazione, a cui dedicheremo anche un convegno, vogliamo aprire un confronto serio con tutti i soggetti coinvolti perché il bisogno nelle famiglie c’è e con questa soluzione anche il servizio pubblico risparmia a livello organizzativo e di costi». —

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