Sorpresa: escono i porcini Chi va a caccia porta il paniere
La temperatura non rigida favorisce la nascita di funghi tipici dei mesi scorsi Macchiatonda, Paganico e le Colline Metallifere i posti top, anche per altre specie
In Maremma la stagione dei funghi, dei porcini, quest’anno scoppia in ritardo. Per la gioia di chi – dopo due anni non proprio entusiasmanti – non intendeva rassegnarsi ad appendere il paniere al chiodo.
Di solito in questo periodo si cercano i funghi cosiddetti vernini (ordinali, cirimballi, paonazzi) e invece, prima ancora delle tipicità micologiche da autunno inoltrato, tra cerri, lecci, sughere e scopi è possibile imbattersi in mazze di tamburo, ma soprattutto profumati porcini, con la testa un po’ più chiara e il gambo lungo. Il boletus reticulatus.
Si racconta che i porcini escano nella zona di Macchiatonda (Paganico), nelle sugherete di Sticciano, nell’entroterra metallifero. Attenzione, però, perché il rischio di girare a vuoto aumenta se si oltrepassano i 300 metri di altezza, dove ha fatto effetto la gelata di metà novembre.
Ma perché, a un mese da Natale, esce ancora il ricercato boletus? La risposta non è semplice. Sia gli anziani che i libri di micologia raccontano che i porcini diminuiscono drasticamente con l’arrivo dell’inverno, lasciando spazio un po’ alla volta ad altre prelibatezze del sottobosco. Le temperature ideali per la fruttificazione fungina sono quelle comprese tra i 12 gradi di minima e i 21/23° di massima. Clima che, almeno sulla carta, dovrebbero essere tipico dell’autunno.
In verità, con i cambiamenti climatici, si modificano anche le mappature dei funghi e le abitudini dei cercatori. La stagione, insomma, si sposta in avanti.
Il periodo migliore, nel comprensorio delle Colline Metallifere, è sempre stato quello compreso tra fine settembre e metà novembre. Negli ultimi anni buoni, però, le raccolte più abbondanti si registrano a novembre; addirittura dicembre in alcuni casi.
Era già accaduto nel 2011 e nel 2014. In entrambe queste annate si continuò a trovare i porcini fin quasi a Natale, ovviamente più in basso rispetto all’areale amiatino o metallifero.
Adesso sta accadendo la stessa cosa. In questi giorni, in alcune zone (nei comuni di Roccastrada, Civitella Paganico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano e Scarlino), sta uscendo una fungatina niente male. Il termometro è rappresentato dai cacciatori, che in questo periodo, il mercoledì, e nei fine settimana, battono i boschi alla ricerca di cinghiali. E, a sorpresa, hanno trovato i porcini. Nessuno ci pensava. Ora, in cacciata, oltre al fucile, c’è anche chi porta il paniere.
Tra le altre specie rinomate che è possibile raccogliere in inverno i galletti e le trombette di morto, che si prestano molto bene all’essiccazione. Unico inconveniente di queste giornate è la macchia molto bagnata. Impossibile fare funghi senza infradiciarsi.
È proprio la pioggia, infatti, insieme a temperature gradevoli, una discreta umidità e le lievi folatine di vento da nord est (gradiente ottimale per l’innesco delle muffe) a favorire la fungata e marcare la differenza. —
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