Il Tirreno

Grosseto

i tesori del bosco 

Sorpresa: escono i porcini Chi va a caccia porta il paniere

Gabriele Baldanzi
Sorpresa: escono i porcini Chi va a caccia porta il paniere

La temperatura non rigida favorisce la nascita di funghi tipici dei mesi scorsi Macchiatonda, Paganico e le Colline Metallifere i posti top, anche per altre specie

2 MINUTI DI LETTURA







In Maremma la stagione dei funghi, dei porcini, quest’anno scoppia in ritardo. Per la gioia di chi – dopo due anni non proprio entusiasmanti – non intendeva rassegnarsi ad appendere il paniere al chiodo.

Di solito in questo periodo si cercano i funghi cosiddetti vernini (ordinali, cirimballi, paonazzi) e invece, prima ancora delle tipicità micologiche da autunno inoltrato, tra cerri, lecci, sughere e scopi è possibile imbattersi in mazze di tamburo, ma soprattutto profumati porcini, con la testa un po’ più chiara e il gambo lungo. Il boletus reticulatus.

Si racconta che i porcini escano nella zona di Macchiatonda (Paganico), nelle sugherete di Sticciano, nell’entroterra metallifero. Attenzione, però, perché il rischio di girare a vuoto aumenta se si oltrepassano i 300 metri di altezza, dove ha fatto effetto la gelata di metà novembre.

Ma perché, a un mese da Natale, esce ancora il ricercato boletus? La risposta non è semplice. Sia gli anziani che i libri di micologia raccontano che i porcini diminuiscono drasticamente con l’arrivo dell’inverno, lasciando spazio un po’ alla volta ad altre prelibatezze del sottobosco. Le temperature ideali per la fruttificazione fungina sono quelle comprese tra i 12 gradi di minima e i 21/23° di massima. Clima che, almeno sulla carta, dovrebbero essere tipico dell’autunno.

In verità, con i cambiamenti climatici, si modificano anche le mappature dei funghi e le abitudini dei cercatori. La stagione, insomma, si sposta in avanti.

Il periodo migliore, nel comprensorio delle Colline Metallifere, è sempre stato quello compreso tra fine settembre e metà novembre. Negli ultimi anni buoni, però, le raccolte più abbondanti si registrano a novembre; addirittura dicembre in alcuni casi.

Era già accaduto nel 2011 e nel 2014. In entrambe queste annate si continuò a trovare i porcini fin quasi a Natale, ovviamente più in basso rispetto all’areale amiatino o metallifero.

Adesso sta accadendo la stessa cosa. In questi giorni, in alcune zone (nei comuni di Roccastrada, Civitella Paganico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano e Scarlino), sta uscendo una fungatina niente male. Il termometro è rappresentato dai cacciatori, che in questo periodo, il mercoledì, e nei fine settimana, battono i boschi alla ricerca di cinghiali. E, a sorpresa, hanno trovato i porcini. Nessuno ci pensava. Ora, in cacciata, oltre al fucile, c’è anche chi porta il paniere.

Tra le altre specie rinomate che è possibile raccogliere in inverno i galletti e le trombette di morto, che si prestano molto bene all’essiccazione. Unico inconveniente di queste giornate è la macchia molto bagnata. Impossibile fare funghi senza infradiciarsi.

È proprio la pioggia, infatti, insieme a temperature gradevoli, una discreta umidità e le lievi folatine di vento da nord est (gradiente ottimale per l’innesco delle muffe) a favorire la fungata e marcare la differenza. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli