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Grosseto

monticello amiata 

Addio a Celso Pollini Il falegname buono amato da tutto il paese

F. B; .
Addio a Celso Pollini Il falegname buono amato da tutto il paese

Aveva collaborato come volontario a numerose iniziative Le sue mani hanno restaurato la statua di S. Sebastiano 

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MONTICELLO AMIATA. Monticello Amiata ha dato, mercoledì, l’estremo saluto a Celso Pollini, 90 anni di età trascorsi fra Grosseto e Monticello dove era nato e dove tutti gli volevano bene perché lui, vecchio falegname del borgo aveva sempre lavorato, anche come volontario, per la comunità.

La sua morte, per la veneranda età, potrebbe passare sotto silenzio. Ma non è stato così, come hanno testimoniato i compaesani che lo hanno accompagnato al cimitero. «Con Celso se ne va un pezzo del nostro paese», hanno detto in molti compaesani dello storico falegname, non riuscendo a trattenere la commozione.

Un esempio di “anziano”, nell’accezione più nobile del termine, che è stato un simbolo di “bontà e saggezza” oltre che di talento vero nel suo lavoro, eseguito come si faceva una volta. Celso era capace di risistemare il vecchio e costruire il nuovo.

Uno dei tanti che ha dovuto lasciare il paese e trasferirsi a Grosseto, mettendo in piedi un’azienda di falegnameria con successo e impegno.

Significativo è stato il conferimento di alcuni giorni fa della pergamena per i “novanta anni al socio Celso Pollini”. «Sempre pronto a farsi in quattro per il paese fino agli ultimi mesi», racconta il compaesano Giovanni Barbagli. A 89 anni Pollini si era messo in questa estate ad aiutare altri paesani a riparare la grondaia della chiesa di S. Sebastiano. Non era un caso che si prodigasse per questa chiesetta che si trova davanti alla sua abitazione. «Mi ricordava infatti che negli anni Cinquanta e Sessanta – prosegue Barbagli – quando lavorava nella falegnameria, ogni tanto gettava uno sguardo alla statua di San Sebastiano e gli piaceva rammentare che aveva fatto anche il piccolo restauro delle dita che si erano rotte alla statua. Vorrei ricordarlo – dice – come ha fatto don Adrian (il celebrante del funerale, ndr), seduto sulla panchina accanto all’ingresso della sua casa, dove chiunque passava, si fermava per salutarlo per scambiare due parole. Ti ricorderemo tutti così seduto su quella panchina, che guardi S. Sebastiano». —

F. B.

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