Italia
Pini abbattuti, in 900 chiedono lo stop: "Identità della città, salute e aria a rischio"
In via Mascagni 50 alberi destinati alla motosega, in via Telamonio tagli già avviati per 23: su Change.org c’è la petizione
GROSSETO. Nella giornata dedicata alla Festa dell’albero, in cui la Regione annuncia nuove linee guida per la messa a dimora di ulteriori piante nelle città in funzione antismog, a Grosseto già novecento cittadini firmano una petizione rivolta al Comune per chiedere lo stop al taglio degli alberi.
La petizione, tuttora aperta, si intitola “Stop al taglio degli alberi a Grosseto!” ed è stata lanciata martedì sera su Change.org da un gruppo di abitanti della zona di viale Mascagni.
Proprio il bel viale alberato cambierà infatti presto faccia dato che il Comune ha deciso di abbattere i cinquantadue pini che lo puntellano (costo dell’operazione 21.840 euro), perché con le radici rompono la strada, e di piantare al loro posto cinquantacinque lecci (27.500 euro). I lavori dovrebbero partire a inizio 2019.
E proprio in questi giorni sono già iniziati gli abbattimenti dei ventitré pini in viale Telamonio, dal civico 93 all’incrocio con via Latina. Il numero preciso non è riportato nei testi degli atti, ma lo evince dalla planimetria ad essi allegata. Un tratto di strada è stato chiuso giorni per consentire l’intervento, costato 42mila euro.
Poco più in là, davanti all’ingresso di Villa Pizzetti, in via Cimabue, nei giorni scorsi sono stati abbattuti altri cinque pini, stavolta per mano dell’Asl, ritenuti pericolosi dopo il forte vento di fine ottobre.
Ma siamo solo all’inizio. Nel territorio urbano di Grosseto ci sono infatti migliaia di pini e il Comune ha promesso di abbatterli tutti, sempre per i danni che provocano all’asfalto.
I cittadini sono preoccupati. I pini saranno sì sostituiti, ma i lecci che arriveranno al loro posto sono piante necessariamente giovani, che impiegano anni a raggiungere l’effetto di ombra e filtro degli agenti inquinanti garantito dalle grandi chiome dei loro predecessori. Per non parlare dell’estetica. «La nostra cara Grosseto è da sempre amata dai suoi cittadini e dai visitatori per i suoi storici pini e i meravigliosi viali alberati», scrivono i proponenti la petizione. «L’identità culturale di Grosseto e della Maremma sta per essere cancellata. L’amministrazione comunale ha intenzione di tagliare indiscriminatamente tutti i pini domestici che caratterizzano la città».
I firmatari se la prendono sia con l’attuale che con le passate amministrazioni e chiedono che i soldi stanziati per i tagli siano investiti in manutenzione del verde pubblico.
«Siamo contrari al taglio indiscriminato di alberi sani senza una puntuale specifica e regolare perizia che attesti dettagliatamente il tipo di pericolosità per ogni singola pianta che l’amministrazione comunale voglia abbattere» perché «tutti sappiamo che non è possibile vivere in una città senza alberi». E che non sia possibile vivere senza alberi è davvero una verità. Sono infatti gli alberi a produrre l’ossigeno. Uno di medie dimensioni, fanno presente i firmatari, «produce giornalmente ossigeno per la respirazione di quattro persone ed elimina l’anidride carbonica prodotta da 1000 metri cubi di volume abitativo». Inoltre gli alberi riducono lo smog, fanno ombra («un albero in estate può ridurre le temperature dai 2 agli 8 gradi») ed è ormai appurato che la loro presenza migliora la salute fisica e mentale e stimola serenità e di gioia. «Studi di sociologia confermano che la bellezza del verde pubblico e degli alberi inibisce atteggiamenti aggressivi e violenti», aggiungono i firmatari.
«Un albero grande e bello costituisce un patrimonio insostituibile: tagliarlo quando è nel pieno del suo vigore sostituendolo con un giovane germoglio (se viene fatto) non garantisce la compensazione di tutti i vantaggi ecologici perduti» concludono i firmatari. E lanciano un appello a sostenere la petizione «affinché – dicono – l’amministrazione riveda questo scellerato progetto». —
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