Il Tirreno

Grosseto

dopo il “caso maleodoranze” 

“Grosseto aria pulita” lancia l’allarme ozono

Gabriele Baldanzi
 “Grosseto aria pulita” lancia l’allarme ozono

Il comitato nato sul web si è riunito e ha parlato di miasmi e non solo Gli attivisti si interrogano sull’impatto ambientale delle industrie cittadine

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GROSSETO

La community “Grosseto aria pulita”, nata sul web, si è riunita per la prima volta, in live, due sere fa, al bar Atlantic. Sta nascendo un vero e proprio comitato per difendere Grosseto dai cattivi odori che interessano alcuni quartieri e aree rurali, riconducibili – come hanno dettagliato nei giorni scorsi i tecnici Roberto Palmieri (Arpat) e Maurizio Spagnesi (Asl) – ad attività e impianti presenti sul territorio. Non solo. Il comitato “Grosseto Aria Pulita”, da oggi in poi, raccoglierà e divulgherà informazioni sulla qualità dell’aria a Grosseto e in Maremma, con l’obiettivo di ridurre il disagio delle maleodoranze, ma soprattutto di scongiurare eventuali rischi per la salute pubblica.

Oltre al puzzo, infatti, ci sarebbe anche un’altra emergenza, sottaciuta: quella dei valori di ozono, in città e in Maremma, cresciuti in modo significativo negli ultimi 5-6 anni.

«I milioni di metri cubi di gas combusti – chiede Matteo Della Negra, uno dei fondatori della community – quelli che ogni anno gli impianti alle porte della città immettono nell’atmosfera attraverso i loro camini, come calcolato dall’ingegner Vincenzo Caprioli, potrebbero essere responsabili di questo innalzamento? ».

All’incontro erano presenti una ventina di persone, provenienti da Barbanella, Zona Regioni, Gorarella, Scansanese, Casalone e frazioni di San Martino e Principina Terra, cittadini preoccupati, che hanno nel mirino soprattutto Arpat, Comune di Grosseto e Regione Toscana.

I presenti hanno avuto modo di condividere le proprie informazioni, aggiungere ulteriori segnalazioni, manifestare timori e disagi.

Tra i volti noti Roberto Barocci, Michele Scola e Gianni Trilli, colui che si occupa del tema biomasse/biogas nel Movimento 5 Stelle. Nel corso della serata sono state portate informazioni tecniche sulle centrali a biogas, che verranno pubblicate sulla pagina Facebook “Grosseto Aria Pulita” con lo scopo di informare i cittadini su tutto ciò che riguarda queste attività: le implicazioni per la qualità dell’aria e dei terreni, la provenienza e la tipologia dei materiali utilizzati come biomasse, il loro stoccaggio, la movimentazione, l’utilizzo e infine la distribuzione del “digestato” e le implicazioni per il territorio.

A conclusione della riunione il neonato comitato ha deciso di attendere ancora per qualche giorno la risposta del Comune di Grosseto ai quesiti posti dai cittadini sulla questione del puzzo, dei conferimenti agli impianti, delle emissioni e dello spandimento del doppio prodotto finale, la parte solida (asciutta e inodore) e quella liquida. Seguiranno comunque una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare i grossetani e fare luce sulla frequenza e l’efficacia dei controlli. Ma al di là del puzzo – e nonostante le rassicurazioni di Arpat e Asl – in tanti continuano a domandarsi cosa esce dai camini degli otto impianti che circondano la città. Nei giorni scorsi questa domanda l’abbiamo rivolta a Roberto Palmieri, responsabile del dipartimento provinciale di Grosseto dell’Arpat:

«Esce il prodotto della combustione del biogas, il quale è costituito principalmente da metano, anidride carbonica, ossido di carbonio, ossidi di azoto e vapore acqueo», ha risposto. Per il futuro i cittadini chiedono ad Arpat, una maggiore pubblicità dei dati delle rilevazioni dell’aria. —

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