Fuochi botticelliani Mazzone racconta «Che emozioni»
Supervisore di uno spettacolo realizzato a Firenze da un artista di fama mondiale il guru dei “botti” pirotecnici ha avuto un grande successo
ORBETELLO
Il conto alla rovescia è stato recitato in cinese, la lingua di Cai Guo – Qiang, l’artista cinese che ha riempito il cielo di Firenze di fumi colorati ispirati alla Primavera di Botticelli. A dirigere un progetto costato svariate decine di migliaia di euro c’era l’orbetellano Domenico Mazzone, maestro dei fuochi d’artificio. «Dopo il conto alla rovescia – dice Mazzone il giorno dopo una delle più intense esperienze della sua vita – lo spettacolo è partito e sono stati 20 minuti di emozioni intense». Fumi colorati si sono diffusi dal Piazzale Michelangelo dove erano stati installati su tutta Firenze. Le condizione meteo erano quelle ideali per rendere tutto perfetto. Mazzone confessa di essere stato un po’teso. «La responsabilità di tutto era mia – racconta – e qualunque cosa fosse successa ne avrei risposto io». Trenta i tecnici impegnati a “tenere a bada” i 50mila fuochi che ieri si non accesi sulla città: 6 erano aiutanti e 24 operai specializzati. Il mestiere di Domenico Mazzone non si improvvisa: 59 anni, dermatologo alle Terme di Saturnia, ha ereditato la passione per i fuochi pirotecnici dal padre. «Lui è sempre con me ad ogni spettacolo – spiega con la voce che lascia percepire una legame che nemmeno la morte ha spezzato – Ad ogni manifestazione c’è qualcosa dedicato a lui. Anche ieri mi sono affidato a lui perché tutto andasse bene. Voglio onorare al meglio la sua memoria».
La preparazione dello spettacolo andava avanti da maggio. Un lavoro lungo e certosino che domenica ha lasciato tutti senza parole. «Ringrazio tantissimo Stefano Nelli di Manciano –aggiunge – che ha curato tutte le pratiche autorizzative». –
IVANA AGOSTINI
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