Il Tirreno

Grosseto

IL CASO VIA DE’ BARBERI/1 

«La giunta ha dormito due anni: l’area Peep si poteva recuperare»

ENRICO PIZZI

Pd e Lista Mascagni: «Nel 2014 il progetto, dal 2016 i fondi Poi è calato il silenzio, ora la scelta di lasciare lì lo scheletro»

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GROSSETO

«Cosa è stato fatto in due anni e mezzo per il recupero di uno dei lotti del Peep di via de’ Barberi?». La risposta del sindaco Vivarelli Colonna e dell’assessore alle aree Peep, Rossi, non convince i consiglieri comunali del centrosinistra (Pd e Lista Mascagni) che intervengono nella discussione aperta dal consigliere di CasaPound Tornusciolo.

«Volano gli stracci sulla vicenda del Peep di via de’ Barberi – scrive il centrosinistra grossetano – da un lato il consigliere Tornusciolo, fino a pochi mesi fa in maggioranza e presidente della commissione urbanistica, accusa il sindaco e l’assessore di non essere stati capaci di proseguire il progetto di recupero iniziato dalla precedente giunta. Dall’altro i due esponenti della giunta scaricano la colpa sugli organi fallimentari subentrati alle imprese costruttrici; per poi concludere con le solite promesse mirabolanti prive di alcun atto concreto».

Pd e Lista Mascagni ricordano il progetto partorito dalla giunta Bonifazi nel 2014, per acquisire «dai liquidatori del concordato preventivo l’area su cui insiste uno degli “scheletri”, per poi terminare l’opera. L’obiettivo era ambizioso: recuperare una zona degradata con la realizzazione di 21 alloggi popolari mediante i 4 milioni di finanziamento statale/regionale previsto dal Piano Nazionale di Edilizia Abitativa (Pnea), che altrimenti sarebbero andati perduti».

I fondi del Pnea si sono sbloccati nel marzo 2016 e si trattava di andare avanti, «nel quadro delle procedure concorsuali». A giugno del 2016 è cambiata amministrazione e «sulla vicenda è calato il silenzio per oltre due anni, fino all’annuncio dei giorni scorsi, dato dal sindaco Vivarelli Colonna e dall’assessore Rossi con toni trionfalistici: i fondi del Pnea verranno dirottati in località Stiacciole. Quello che i due non spiegano – prosegue l’opposizione di centrosinistra – è perché si sia abbandonata la scelta di recuperare l’area di via de’ Barberi, scelta che sino al marzo 2016 sembrava perfettamente praticabile. O meglio, perché, nell’ottobre 2018, ci si sia messi in condizione di dover abbandonare il progetto di recupero e dirottare i 4 milioni per costruire ex novo degli appartamenti in località Stiacciole. Cosa ha fatto l’assessore Rossi in questi due anni e mezzo per dare impulso a quel progetto?».

Pd e Lista Mascagni evidenziano che «secondo l’ex presidente della commissione urbanistica, l’amministrazione Vivarelli Colonna avrebbe incontrato una volta sola (nel gennaio 2017) i liquidatori di Consorzio Etruria per definire la cessione dell’area dove sorge lo “scheletro” in via de’ Barberi; salvo poi, a ottobre 2018 e dopo averci dormito quasi due anni, scoprire che non si era più in tempo a completare il progetto, pena la perdita del finanziamento del Pnea. Un po’ poco per portare avanti un percorso senz’altro complesso».

Insomma, grazie anche a questa inerzia, «il risultato è che lo “scheletro” rimarrà ancora lì per molti anni, a rappresentare il degrado di un’area che si sarebbe potuto e dovuto recuperare».

Infine, la questione “sicurezza”. Recuperare le aree degradate della città è una delle azioni che si può fare e «La vecchia Giunta l’aveva compreso bene, ponendo le condizioni amministrative per iniziare il recupero dell’area di via de’ Barberi» scrivono i consiglieri del centrosinistra. «Qualche assessore dell’attuale giunta – concludono – ha preferito recarsi in passerella davanti a quello scheletro a promettere soluzioni forti (che tra l’altro nessuno ha visto) contro il degrado, tralasciando però l’iter amministrativo che ne avrebbe consentito il recupero». —

ENRICO PIZZI

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