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Centocinquanta feriti gravi l’anno L’importanza della prevenzione
Oggi è la Giornata Mondiale in memoria delle vittime: nell’Asl sud est l’età media delle persone traumatizzate soccorse è di 47 anni
GROSSETO
Oggi ricorre la Giornata Mondiale in memoria delle vittime della strada, che dedica un momento di ricordo e riflessione su quanti hanno perso la vita o sono rimasti feriti in un incidente stradale. Questo tipo di emergenza, nella Asl Toscana sud est, è affidato all’intervento degli specialisti delle Rete del Trauma maggiore, servizio di soccorso nato per gestire i feriti gravi, con condizioni spesso tempo-dipendenti.
«La Asl Toscana Sud Est ha impiegato tempo e risorse per dare la miglior risposta possibile alle vittime di trauma maggiore – spiega Giovanni Sbrana, responsabile della Rete gestione emergenza politrauma – Il nostro è un territorio vasto, a prevalenza rurale, con una densità di popolazione bassissima. A questo si aggiungono una viabilità critica e una superficie del territorio spesso impervia. È quindi immaginabile quanto possa essere complesso organizzare i soccorsi».
Ogni anno sono circa 150 i pazienti soccorsi dai mezzi su gomma per trauma maggiore, soprattutto in città, e 200 circa le missioni dell’elisoccorso Pegaso 2. L’età media delle persone soccorse è 47 anni. Il modello di gestione del trauma funziona anche grazie alla presenza di uno specialista che coordina i sanitari coinvolti nel soccorso. «Ogni anno – dice l’Asl – si registrano tempi e numeri di centralizzazione primaria (cioè il trasporto del paziente dal luogo dell’evento all’ospedale definitivo) tra i migliori della Regione. Risultati di questo spessore sarebbero impensabili senza un’adeguata formazione e preparazione di tutto il personale del dipartimento emergenza urgenza (centrale 118, pronto soccorso, rianimazioni e medicine d’urgenza) e del personale delle chirurgie, radiologie e ortopedie dei vari presidi ospedalieri».
«Per creare una cultura globale della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti, riducendo in modo significativo il numero delle vittime della strada – continua Sbrana – è necessario che anche i cittadini contribuiscano, mettendo in pratica azioni di prevenzione, come per esempio assicurare i bambini correttamente ai seggiolini omologati in auto, indossare sempre le cinture di sicurezza o il casco, non mettersi alla guida sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti». Pazienti con lesioni gravi spesso non sopravvivano nei primi tre minuti dopo l’impatto; in tempi così brevi i soccorsi non riescono ad arrivare. «Per questo adottare misure che tutelino la propria salute può essere vitale», dice Sbrana. —
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