Il Tirreno

Grosseto

accordo con la prefettura 

Videosorveglianza e controllo vicinato Riparte da qui il patto sicurezza

Enrico Pizzi
Videosorveglianza e controllo vicinato Riparte da qui il patto sicurezza

Immagini del Comune a disposizione delle forze dell’ordine A Squadre Basse il primo esperimento di rete tra cittadini

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GROSSETO

Videosorveglianza “condivisa” e prime esperienze di controllo di vicinato. C’è anche questo nel pacchetto degli accordi del patto «Grosseto sicura» stretto tra la Prefettura e il Comune capoluogo dopo l’esperienza del 2017. Il prefetto Cinzia Torraco e il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna hanno firmato il nuovo patto ieri mattina, in Prefettura, alla presenza del questore Domenico Ponziani, e dei comandanti dei carabinieri e della guardia di finanza, i colonnelli Carlo Bellotti e Antonio Del Gaizo.

«Un passo avanti nella collaborazione interforze» ha commentato Vivarelli Colonna. Torraco ha sottolineato che «il patto Grosseto Sicura è in continuità con il precedente patto del 2017» e che «se ci sono stati dei risultati è stato anche in virtù dell’attuazione di ciò che prevedeva quel patto». I patti tra Prefetture e Comuni sono strumenti previsti dalla normativa sulla sicurezza urbana approvata nel 2017 e il patto stipulato ieri «prevede anche iniziative innovative in più rispetto al patto precedente» ha detto Torraco. È il caso della maggiore interazione informativa tra le varie forze di polizia, oltre all’impegno nelle campagne di informazione rivolte ai giovani su alcol e droga, quelle rivolte agli esercenti pubblici sulla somministrazione di alcol ai minorenni, le campagne di in formazione per gli anziani, per la prevenzione delle truffe, quelle rivolte ai consumatori per combattere il commercio di articoli contraffatti, ma anche campagne informative sullo sfruttamento della prostituzione e, non ultimo misure di contrasto all’immigrazione clandestina.

Quest’ultimo punto dovrebbe essere oggetto di un passaggio successivo, che riguarda il Comune e la revisione del regolamento di polizia municipale – ha spiegato l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti – che dovrebbe introdurre il cosiddetto Daspo urbano, di cui si è parlato per la prima volta lo scorso anno nel decreto sicurezza del ministro dell’Interno Marco Minniti e che prevede che il sindaco – in collaborazione con il prefetto – possa multare chi «ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione» di infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie e aeroporto) e possa poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città.

Il ministro Matteo Salvini vuole estendere l’applicazione del Daspo urbano anche ai «presidi sanitari», alle zone di particolare interesse turistico, alle «aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli». Il patto Grosseto sicura avrà una cabina di regia – ha spiegato il prefetto – e sarà in vigore per due anni. Collegati al patto ci sono, poi, dei protocolli per iniziative specifiche. Intanto ce ne sono due, piuttosto significativi: per il primo si parla di «sicurezza integrata» e riguarda la gestione della videosorveglianza: le immagini degli impianti del Comune di Grosseto arriveranno direttamente nelle sale operative di polizia e carabinieri; il secondo protocollo parla di «sicurezza partecipata» e prevede l’attivazione di alcuni servizi di controllo di vicinato in cui una rete di cittadini, organizzati, si impegna a segnalare, a un coordinatore che sarà selezionato e farà da interfaccia con le forze dell’ordine, situazioni sospette che dovessero presentarsi.

Il controllo di vicinato partirà in alcune aree ben definite, nella campagna grossetana, nelle zone di Chiocciolaie, Squadre Basse e Cernaia, ma potrà essere allargato ad altre zone del territorio comunale. —

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