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Lupi nel Parco Associazioni interpellate dai pastori

F.B.

arcidosso«Che ne pensano le associazioni Cia Coldiretti e Confagricoltura dell’introduzione degli ibridi tra cane e lupo al Parco faunistico dell’Amiata?». Il Comitato Pastori d’Italia guidato da...

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«Che ne pensano le associazioni Cia Coldiretti e Confagricoltura dell’introduzione degli ibridi tra cane e lupo al Parco faunistico dell’Amiata?». Il Comitato Pastori d’Italia guidato da Mirella Pastorelli chiede alle associazioni di categoria di esprimersi sul progetto del Parco faunistico del Monte Amiata dove saranno ospitati ibridi e lupi. «Non abbiamo sentito la voce delle associazioni che dovrebbero tutelare gli allevatori – dice Pastorelli –. Sono contrari o no? La dobbiamo fare da soli questa battaglia?».

Intanto si profila un altro problema, segnalato dalla presidente. «Noi – dice – vogliamo che la questione predazioni sia discussa a Bruxelles. Ma in un incontro che abbiamo avuto a Roma, ci è stato detto che per andare in Europa, prima bisogna sapere con precisione il numero di capi predati in Italia e quello dei lupi. Una vergogna che al ministero non sappiano queste cose, visto che da oltre 10 anni si è avuto il picco di predazioni. Ora si svegliano. Oltre tutto i numeri delle Asl, gli unici ufficiali, sono molto sotto la realtà, visto che vengono considerati predati solo i capi coi buchi in gola e poco più. Invece ci sono da considerare le pecore divorate, quelle scomparse, gli agnelli. Un grande disastro che fa davvero specie che il ministero non conosca e di cui non si sia preoccupato di conoscere i numeri. Senza questi numeri in Europa non ci prenderanno in considerazione».

Pastorelli lamenta anche che l’Italia si limiti ad alzare dall’80 al 100% i rimborsi per i danni, passando dunque a una copertura totale che tocca sia la difesa preventiva con recinti elettrici e cani sia le spese veterinarie e il personale necessario per radunare mandrie e greggi dispersi dopo gli attacchi, mentre il Comitato chiede ben altre misure.

«La Francia – dice Pastorelli – quest’anno ha autorizzato la caccia a 40 lupi per riportare attorno ai 300 esemplari la loro presenza segnalando che nel 2016 sono morte uccise dai lupi 10mila pecore, con rimborso di 3,6 milioni di euro. Il bello è che quanti siano i lupi in Italia non si sa bene. Il Wwf parla di 1.580, presenti in buona parte sugli Appennini con un picco di concentrazione in Toscana. Ma in Italia si dorme. Fermo il Piano lupo col nodo degli abbattimenti, inascoltata la voce di molte Regioni che spingono per la caccia selettiva. Le associazioni ambientaliste, forti dei fondi Ue, sostengono che recinti elettrici e grandi cani “da guardiania” siano sufficienti. Ma intanto le pecore muoiono sgozzate lo stesso». — F.B.

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