Elettromare, energia ai superyacht e agli allievi delle scuole di danza
L’azienda di Gabriele ed Elisa Fusini si occupa di impianti per barche. E dona una borsa di studio
Un’auto con gli attrezzi da elettricista sopra viaggiava, nel 1991, per il porto di Porto Santo Stefano. Gabriele Fusini aveva allora 19 anni, aveva appena finito il militare, aveva un diploma di perito elettrotecnico in tasca e giurò a se stesso: mai più sull’attenti agli ordini di qualcuno, nemmeno per lavoro. E così, anche se in famiglia non aveva mai respirato aria d’impresa – il padre ferroviere e la madre casalinga – decise di mettersi in proprio.
Ventisette anni dopo quella macchina si è trasformata nell’Elettromare, un’azienda che fornisce impianti elettrici ed elettronici ai più lussuosi yacht da Ventimiglia alle isole della Sicilia, e che in occasione del gioco del Tirreno “La città che danza” ha generosamente messo a disposizione una borsa di studio da 500 euro.
Sarà proprio Fusini, domani, a consegnare il premio in occasione dell’inaugurazione delle venticinque attività del centro storico di Grosseto che hanno partecipato a Pop up Lab, il progetto di rigenerazione urbana della Regione e del Comune di Grosseto (sono sponsor del gioco del Tirreno anche la società agricola Sfera di Gavorrano che mette in palio una borsa di studio da 1.000 euro, e la Fondazione Atlante per la Maremma, che partecipa con una borsa da 500 euro per la terza classificata).
La Elettromare darà la sua “scossa” di energia al fertile movimento della danza grossetana con un contributo per la seconda classificata.
Al timone dell’Elettromare Gabriele Fusini ha con sé la moglie Elisa. Tra i clienti il gotha dell’imprenditoria, dell’industria, dello sport, del jet set. Insomma, chiunque abbia uno yacht.
«Ma su questo no comment – sorride mentre la giornalista tenta di strappargli qualche nome –. No e poi no: se siamo ancora qui e siamo cresciuti nei numeri è perché garantiamo la massima riservatezza».
Non resta che arrendersi e sognare i panfili che solcano le onde del Promontorio.
Perché, con buona pace di remi e vele, per navigare serve sì uno scafo, ma gli impianti elettrici ed elettronici sono altrettanto indispensabili.
Eppure non sempre la domanda basta a mantenersi sul mercato. Nel 2010 la nautica ha attraversato acque agitatissime a causa della stretta del governo Monti che ha fanno salpare per altri lidi moltissimi armatori. La Elettromare ha resistito e si è ingrandita. Oggi dà lavoro a cinque persone, oltre ai coniugi Fusini. Strumenti per la navigazione, impianti elettrici, luci; installazione e riparazione: questo il core business dell’azienda, che si trova in località Pispino.
E la danza? Che legame ha il titolare con la danza? «Be’, da giovane ho frequentato una scuola di ballo liscio con mio cugino Luigi Bisello – racconta Fusini – Lui poi ha proseguito e ora è uno dei più affermati insegnanti della città. Io? Abito vicino a una scuola di daza e tutte le sere sento la musica e vedo tanta gente che la frequenta. Ravviva il quartiere e mi piace». —
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