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«Da certe istituzioni attacchi inaccettabili sull’inceneritore»
LA QUERELLE«Che i cittadini si lascino andare a commenti contrari al riavvio dell’inceneritore del Casone, travisando la legge, le norme e le procedure, non è corretto ma comprensibile. Non lo è...
LA QUERELLE
«Che i cittadini si lascino andare a commenti contrari al riavvio dell’inceneritore del Casone, travisando la legge, le norme e le procedure, non è corretto ma comprensibile. Non lo è invece quando questo avviene per bocca delle istituzioni, come parlamentari, consiglieri regionali o sindaci».
La società Scarlino Energia si scaglia contro tutti gli esponenti politici del fronte del No al riavvio dell’impianto. «Fortunatamente chi ha responsabilità di governo (centrale e regionale) non può lasciarsi trascinare in queste polemiche e deve rispondere solo alla legge e farla rispettare, indipendentemente dalla appartenenza politica e dalle proprie opinioni personali».
«Il ministero dell’Ambiente, guidato dal M5s, non può ignorare gli atti e deve adeguarsi all’ordinamento», dice la società, riferendosi alle parole del sottosegretario all’Ambiente, Salvatore Micillo, all’interpellanza della deputata azzurra Elisabetta Ripani. «Lo stesso vale per l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, che risponde chiaramente a Leonardo Marra e conclude che non si ravvedano motivazioni per revisionare quanto già espresso dalla giunta», continua Scarlino Energia, riferendosi alle autorizzazioni rilasciate durante l’estate. La società insomma difende il suo operato e, forte delle risposte di ministeri e assessorati competenti, rivendica la validità delle nuove autorizzazioni. «Le risposte del governo e della Regione Toscana, che evidentemente non sono piaciute ai nostri oppositori, hanno scatenato una guerra fratricida tra le forze politiche, scontrandosi non solo tra di loro, ma anche al proprio interno», incalza Scarlino Energia.
Anche la questione dei forni non a norma, sollevata dal Cnr di Napoli in seno alla class action, è basata su «dati incompleti», sottolinea Scarlino Energia. Le relazioni di altri tecnici, «hanno potuto elaborare una relazione basandosi, oltre che sui dati progettuali anche sui dati effettivi di esercizio dell’impianto, le conclusioni sono diametralmente opposte». Uno di questi è Fabio Rinaldi del dipartimento energia del Politecnico di Napoli, secondo cui «non vi è alcuna evidenza che impedisca il ravvio dell’impianto». Altro tecnico è Maurizio Onofrio, docente del Politecnico di Torino, che nel suo documento scrive: «nei riguardi del supposto sovraccarico dei forni, che la relazione del Cnr indica in esito a considerazioni basate su dati ipotetici, non basati sulle effettive modalità di esercizio dei forni, si è provato come le rese di combustione e di limitatissima presenza di incombusti nelle scorie prodotte da forni sono elementi che attestano il corretto funzionamento dei forni e l’assoluta assenza di sovraccarico degli stessi, a totale smentita di quanto paventato nel documento del Cnr».
Ma soprattutto, Scarlino Energia riprende la perizia del ctu nominato dal tribunale di Grosseto, secondo cui la riattivazione dell’impianto è necessaria per effettuare incontrovertibili verifiche sperimentali. «Sarà solo l’esercizio dell’inceneritore a dimostrare che i forni garantiscono il rispetto delle normative – conclude la società – Qualsiasi altra ipotesi o congettura è fuorviante e manipolatoria». — A.F.
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