Dai pattini a rotelle al ghiaccio: la nuova carriera di Santucci
Il pluricampione si sta allenando a Milano con la giovanissima Irma Caldara: «Dentro di me sentivo che era arrivato il momento di cambiare vita»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA «Le Olimpiadi invernali di Pechino nel 2022? Magari, ma il primo obiettivo è disputare la prima gara, poi vediamo cosa succederà». Il pluricampione castiglionese di pattinaggio artistico Marco Santucci (5 ori, 3 argenti, 6 bronzi solo nel Mondiale), appesi al chiodo i pattini a otto ruote, ha voluto togliersi uno sfizio: provare quelli sul ghiaccio.
E da un allenamento per “scherzo”, negli ultimi mesi il divertimento è diventato qualcosa in più. Marco ormai è un cittadino del mondo, impegnato ad insegnare a Firenze e vivere a Livorno, e poi concentrarsi praticamente tutti i giorni all’Accademia del Ghiaccio a Milano. «Sì, l’impegno è tanto e imparare ad andare con le lame non è così automatico – racconta – però ci sono molte analogie con i pattini su ruote. E poi lavorare in coppia con la giovane Irma Caldara, milanese diciottenne, già nota per aver partecipato ad alcune importanti competizioni internazionali tra cui le Olimpiadi giovanili di Lillehammer del 2016 e il campionato del Mondo junior nel 2017 a Taipei, è un ulteriore stimolo».
Marco e Irma sono stati presi sotto l’ala protettrice di Tiziana Pagani, in una nuova società, appunto quella milanese, che nutre grandi ambizioni future. Marco spiega così i motivi che lo hanno portato sul ghiaccio: «Dentro di me sentivo che era arrivato il momento di fare un cambio di vita. Sulle rotelle è stato davvero bellissimo, ho fatto tantissime gare e vinto tanti titoli nel corso degli anni. Quando però inizia un po’ a mancare lo stimolo e l’entusiasmo credo che sia meglio cambiare aria. Meglio smettere piuttosto che continuare a trascinarsi per inerzia. Però non volevo chiudere la carriera a 28 anni, e ho cercato nuove emozioni». L’idea per Santucci è nata un paio d’anni fa a Firenze: «Ho iniziato per gioco con alcuni atleti delle rotelle, per fare una coreografia al Florence Ice Gala, il primo spettacolo sul ghiaccio svolto a Firenze. Da lì è nata la passione per la lama. Da quel momento in poi sono andato in giro a provare, da aprile mi alleno con Irma regolarmente. I due sport, rotelle e ghiaccio, sono senza dubbio simili ma la differenza è epocale, perché è il mezzo che sta alla base che fa la differenza. Cambiano le sensazioni, il tipo di sforzo, il tipo di tecnica per cui c’è tanto da fare. Per preparaci stiamo lavorando molto a “secco”, in palestra».
Per Marco e Irma negli ultimi giorni è arrivata poi una chiamata inaspettata: «Siamo stati invitati per partecipare a Bolzano al Passion Gala, e sarà l’esordio assoluto per la nostra coppia d’artistico. Non pensavamo davvero di scendere sul ghiaccio con così pochi allenamenti. Cercheremo di fare del nostro meglio». Insomma, Marco Santucci si sta regalando davvero un sogno e chissà che la sua forza e la sua determinazione non lo portino davvero alle Olimpiadi, visto che il pattinaggio su otto ruote non ha mai fatto parte del programma Olimpico.
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