Il presidio
Restauro di San Donato La diocesi si dice pronta al dialogo col Comune
scarlinoDopo quindici anni di attesa sembra che sia vicina la soluzione del caso San Donato a Scarlino: il Tar ha chiesto alle due parti di trovare una soluzione condivisa. Le mura che delimitano il...
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Dopo quindici anni di attesa sembra che sia vicina la soluzione del caso San Donato a Scarlino: il Tar ha chiesto alle due parti di trovare una soluzione condivisa.
Le mura che delimitano il complesso ecclesiastico all’ingresso del paese sono pericolanti ma in tutto questo tempo non è stato mai individuato chi sia in dovere di fare gli interventi necessari. Oggi, però, il Tar della Toscana – dopo il ricorso presentato dalla diocesi di Grosseto in seguito all’ordinanza emessa dal Comune per gli interventi di messa in sicurezza del paramento murario – ha chiesto alle parti una conciliazione.
I giudici hanno scelto di rinviare la discussione al 27 novembre, con la speranza che questo lasso di tempo sia anche l’occasione per sollecitare Curia e Comune a trovare una soluzione condivisa sulla controversia, in modo da arrivare in modo più semplice alla soluzione dei problemi.
«Non esiste una perizia che accerti di chi sia la proprietà di quel muro – commenta l’avvocato della diocesi di Grosseto Paolo Bastianini – è una cosa discutibile, sicuramente però non è della diocesi. Potrebbe essere della parrocchia ma forse, visto che si tratta di mura medievali del castello di Scarlino, sono dello Stato; del resto le mura sono un bene storico archeologico e fanno parte dei beni dello Stato».
Per trovare una soluzione condivisa sono stati fatti molti incontri nell’arco degli anni tra curia e Comune anche se, di fatto, una soluzione non è mai stata trovata. L’argomento è stato tirato in ballo recentemente dal cittadino Valerio Radi, che si è preso a cuore la questione: «Che immagine diamo del borgo? » si è chiesto.
Della questione si sono poi interessati in molti, sia da parte della maggioranza che dall’opposizione in consiglio. Ancora oggi, però, quel tratto di mura è sorretto da un’impalcatura che evita eventuali crolli improvvisi.
«I pali sono stati messi dalla diocesi che però non era obbligata a farlo – dice Bastianini – è stato fatto solo per la tutela dell’incolumità». Il Comune e la diocesi proveranno di nuovo a trovare una soluzione.
«L’ordinanza del Tar – continua l’avvocato Bastianini – invita le parti a trovare una soluzione. Questa cosa ha trovato consenso immediato sia mio che della diocesi. Appena saputo abbiamo subito riferito al collegio questa decisione e stavamo aspettando un contatto da parte del Comune. La curia è disponibile a fare l’incontro anche subito». — G.S.
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