Il presidio
Pescatore a vita tornato a casa salvò un marinaio
Conclusa la lunga parentesi da marò regio, Angelo rientrò al Giglio, rilevò dal padre l’attività al porto e visse serenamente con la famiglia, occupandosi di pesca e barche. Nella casa dei Cataldo, a...
Conclusa la lunga parentesi da marò regio, Angelo rientrò al Giglio, rilevò dal padre l’attività al porto e visse serenamente con la famiglia, occupandosi di pesca e barche. Nella casa dei Cataldo, a Giglio Porto, lucidata e incorniciata spicca una medaglia al valor militare che Angelo ricevette dalle mani del Re, per aver salvato la vita a un giovanissimo marinaio. Lo portò in salvo, a braccio, dopo che la sua imbarcazione si era incendiata. Anche il fratello di Angelo, Giuseppe, sacerdote e poi monsignore, è figura di spicco della storia gigliese. È sepolto in chiesa, non al cimitero, e nella navata destra gli è stato dedicato un busto in bronzo. D’altra parte i Cataldo sono una famiglia storica dell’isola. Arrivarono qui nel 1700 da Ischia, tra i primi a ricolonizzare il Giglio. Già allora facevano i pescatori.
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