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«Il porto è il nostro futuro, subito lavori e investimenti»
Parla Fiorentini, prossimo presidente dell’associazione Progetto Porto Ercole «Dal 2008 chiedevamo interventi, ma non siamo mai stati ascoltati»
PORTO ERCOLE. «Bisogna allungare il molo di sopraflutto per mettere in sicurezza il porto». A parlare, dopo la mareggiata che ha colpito Porto Ercole lunedì, è Gino Fiorentini, futuro nuovo presidente del Progetto Porto Ercole. Prenderà il posto di Franco Trillocco, che ha rassegnato nei giorni scorsi le dimissioni dall’associazione dopo la nomina a delegato del sindaco per il “supporto collaborativo all’assessorato dei lavori pubblici”.
E Fiorentini, la cui nomina sarà formalizzata nella prossima assemblea dei soci, in programma il 10 novembre, suggerisce già interventi strutturali per prevenire situazioni come quella verificatasi sulla banchina, con l’acqua che è arrivata addirittura fino ai negozi. «Nelle osservazioni al "cosiddetto" piano regolatore del porto del 2017 - spiega Fiorentini - la nostra associazione presentò già una relazione dettagliata, nostro malgrado non recepita dall’amministrazione dell’epoca, relativa alla necessità della messa in sicurezza del porto con il prolungamento del molo di sopraflutto, più comunemente chiamato “il braccio”. La burrasca che si è abbattuta il 29 ottobre ha sottolineato quanto il porto, così com’è strutturato, sia impreparato a fronteggiare madre natura quando si manifesta in tutta la sua potenza. Dieci anni prima, nel lontano 2008, stesso disastro se non peggio, perché all’epoca il moto ondoso in prevalenza alimentato con venti da scirocco girò in evoluzione di provenienza da greco-levante, distruggendo la banchina del lungomare con ingenti danni alle casse dell’amministrazione e alle tasche di qualche malcapitato diportista. Il motto “poco peggio perché solo una volta ogni 10 anni” non deve trovare più seguiti».
Fiorentini, dunque, confida nell’amministrazione, nella Regione Toscana e nel ministero competente per intervenire e prevenire ulteriori danni. «Noi non ci rassegniamo al fatalismo e all'incuria per il bene comune che ci circonda - prosegue - possiamo affermare che l'atteggiamento mai critico ma sempre propositivo, insito nella nostra associazione, è stato opportunamente preso in considerazione dall’attuale amministrazione, che ci considera come preziosa risorsa collaborativa, per il futuro del nostro amato promontorio. Gli studi e i progetti che in questi anni abbiamo predisposto con l'aiuto di valenti esperti del settore si stanno dimostrando di grosso aiuto. Non devono più esistere le mezze misure. Non possono essere presi in considerazione palliativi come il prolungamento del molo di sottoflutto per salvaguardare unicamente un 15% del porto (catenaria), mentre il restante 85% rimarrebbe vulnerabile. In quel 85% del porto c’è lo sviluppo, il lavoro, il futuro delle nuove generazioni. Progetto Porto Ercole - conclude Gino Fiorentini - lavorerà e sosterrà il progetto di una importante opera a difesa del porto di cui tutti dovranno sentirsi orgogliosi». —
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