Il Tirreno

Grosseto

sanitÀ/1 

L’acido finisce nell’occhio ma non c’è l’oculista «Ho aspettato per ore»

Ivana Agostini

Il medico ha terminato il turno e un paziente deve attendere «Non è giusto che sia in servizio un solo professionista» Breggia: «Non era così grave»

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ORBETELLO

Quando si aspetta il tempo non passa mai. A Claudio Amorevoli di Orbetello attendere tre ore e mezzo un oculista al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto è sembrata un’eternità.

L’uomo mercoledì stava cambiando la batteria della macchina quando dell’acido gli è schizzato addosso, finendo sul viso e in un occhio. Un dolore tremendo. Per fortuna aveva dell’acqua che si è subito gettato sul viso ma il dolore e il bruciore che sentiva era lancinante. Amorevoli è corso al pronto soccorso di Grosseto con la moglie. Qui, dopo le operazioni di triage, è stato visto da un medico che gli ha messo dell’anestetico che gli ha alleviato il dolore per circa 15 minuti. «Sono arrivato alle 13,30 – dice – nel frattempo che mi hanno prestato le prime cure è cambiato il turno. È arrivata una dottoressa che mi ha fatto il lavaggio all’occhio e a lei ho chiesto di un oculista. Mi hanno risposto che era appena andata via e che sarebbe tornata alle 17».

Ad Amorevoli avevano dato un codice verde. «Evidentemente non hanno pensato che un occhio colpito dall’acido fosse così grave da chiamare un oculista dal reparto». L’uomo si è arrabbiato ed era in procinto di chiamare i carabinieri. «Mi ha fermato mia moglie», confessa. L’uomo non contesta la professionalità dell’oculista che quando è arrivata gli ha prestato tutte le cure del caso con la massima professionalità, ma contesta la presenza di un solo oculista che finito il turno va via. «Chi va al pronto soccorso – aggiunge – non sceglie quando andare: va quando gli capita un infortunio. Non è possibile che se mi faccio male alle 13 io debba aspettare le 17 per essere visto da un oculista».

Mauro Breggia, direttore del pronto soccorso del Misericordia di Grosseto, capisce che l’attesa dilati i tempi. «Noi come pronto soccorso del Misericordia – spiega – siamo in grado per le grandi vere emergenze, i codici rossi, (rottura occhio, glaucoma acuto per citare alcuni casi) di far scendere un oculista o mandiamo in paziente in oculista per un intervento immediato. Questi sono casi però che capitano di rado. Per tutto il resto dei casi, comprese le urgenze differibili (come il caso di Amorevoli) dove c’è la possibilità di intervenire con successo anche a distanza di qualche ora, abbiamo al momento un’organizzazione che prevede un oculista che ci è concesso solo per alcune fasce orarie (11 – 13; 17– 19). In questi casi il paziente viene preso comunque in carico. Capiamo il paziente e stiamo lavorando proprio per questo – dice – per cercare di ampliare l’offerta anche per queste patologie gravi ma non gravissime in modo da allargare la fascia di disponibilità degli oculisti e averli a disposizione per più ore». —

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