Il Tirreno

Grosseto

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Sostegno, ancora caos Gli insegnanti scavalcati minacciano denunce

Gabriele Baldanzi

Alcuni esclusi dalle nomine lamentano che le segreterie non hanno depennato i neodiplomati. Il Consiglio di Stato e i docenti Itp 

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GROSSETO

Nelle scuole superiori sono ancora da assegnare diverse cattedre, sul sostegno e su materie importanti. Succede al Polo liceale Aldi, al Rosmini, in quasi tutti i tecnici professionali. Ma è sul sostegno che sta scoppiando il bubbone.

Il nodo è rappresentato questa volta dai diplomati che sono stati inseriti in seconda fascia in diverse classi di concorso di materie teorico-pratiche. Molti insegnanti – di terza fascia – che prima lavoravano a incarico sono stati scavalcati e adesso si rivolgono ai vari istituti e all’Ufficio scolastico provinciale, affinché venga attuata e rispettata la solita circolare dell’ultimo minuto firmata dal Miur. Il Tirreno, ieri mattina, ha incontrato gli esclusi, che denunciano «difficoltà e risposte poco chiare da parte delle segreterie, con alcuni neodocenti diplomati (anche giovanissimi) che permangano nelle graduatorie senza averne diritto, con la possibilità di ottenere incarichi sul sostegno».

In una scuola secondaria di secondo grado possono insegnare, oltre ai docenti “classici”, i cosiddetti Itp, ossia gli insegnanti teorico-pratici, prof di materie laboratoriali quali “cucina, accoglienza e sala” negli alberghieri, “laboratorio di informatica” e “laboratorio di fisica” negli istituti tecnici, etc. Come avviene, a oggi, il reclutamento di questi docenti? Anche per gli Itp esistono graduatorie e fasce, a seconda che abbiano o meno acquisito un’abilitazione. Negli ultimi anni molti Itp sono stati inseriti con riserva in seconda fascia, in quanto il Miur aveva dimenticato di proporre per loro corsi abilitanti. Alcuni hanno ricorsi pendenti, altri hanno ottenuto provvedimenti ad hoc. Ed è qui che si innesca il problema del sostegno. A oggi, per poter il sostegno, visto che non è considerata una materia specifica, il Miur impone che vengano fatti i cosiddetti incroci tra graduatorie. Si parte dalla seconda fascia e, indipendentemente dalla classe di concorso, si stila una classifica generale. Solo successivamente si passa alla terza fascia. Di conseguenza gli Itp si sono ritrovati a “scavalcare” docenti precari di terza fascia con laurea e tanti anni di esperienza. Insomma, una guerra tra poveri sulla pelle di ragazzi problematici.

Ad agosto il Consiglio di Stato ha provato a mettere la parola fine alla questione, stabilendo che il diploma degli Itp non è abilitante e dunque questi docenti non hanno diritto a restare in seconda fascia e concorrere ai posti del sostegno, seppure verrà loro concessa in futuro la possibilità di partecipare a tutti i concorsi. I dubbi sembravano fugati ma così non è stato. I depennamenti sono andati a rilento e non tutte le segreterie delle scuole hanno “indagato” sugli Itp. Fino a che i docenti di terza fascia non hanno iniziato a presentare richieste di accessi agli atti, minacciando denunce. «A oggi – scrivono gli esclusi – decine e decine di Itp sono ancora presenti in seconda fascia pur non avendone diritto. Perché?» —

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