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Arpat: «Non spetta a noi effettuare le verifiche sui forni dell’inceneritore»

Alfredo Faetti

L’agenzia interviene in merito al rilascio delle autorizzazioni «Prima dell’entrata in esercizio dovrà essere controllata la conformità dell’impianto»

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Il tema dei forni dell’inceneritore di Scarlino continua a tener banco, sospinto dall’ormai noto studio del Cnr di Napoli secondo cui non sarebbero in grado di trattenere i fumi per il tempo previsto dalla legge (due secondi), necessario per abbattere le diossine.

Sono molti i soggetti contestati a riguardo dalle anime del No dopo il rilascio delle nuove autorizzazioni: tra queste l’Arpat, che ora precisa qual è stato il suo ruolo in seno al procedimento. Tutto partendo da un presupposto. «Arpat non dispone degli esiti di tali accertamenti effettuati dai periti del tribunale (lo studio del Cnr ndr) e d’altra parte, come già precisato in sede di Conferenza di Servizi, Arpat non effettua materialmente verifiche dimensionali di impianti o di parti di impianto». In altre parole, Arpat non ha mai avuto competenza sulle camere di post-combustione (la parte impiantistica fuori norma secondo il Cnr).

«Nel 2015 – spiega l’agenzia – nel corso del procedimento regionale sopra citato e della consultazione del pubblico a mezzo dell’inchiesta pubblica svoltasi in parallelo ad esso, la problematica che fu sollevata nelle osservazioni presentate dai Comuni di Follonica e Scarlino e dai Comitati in merito ai forni di combustione, non riguardava le dimensioni degli stessi, ma la presunta assenza di una camera di post– combustione». Lo studio è venuto fuori solo di recente attraverso un procedimento civile in cui Arpat non è stata coinvolta in nessun modo. L’agenzia ha trattato il tema delle camere di post-combustione solo successivamente, durante l’ultima conferenza dei servizi. E in quella sede, stando a quanto detto dalla Scarlino Energia, «risulterebbe che in sede di accertamenti peritali siano state effettuate le verifiche dimensionali dei forni – continua la nota Arpat – Nella Conferenza dei Servizi del 11 luglio, alla richiesta di Arpat di fornire tali dati, la società ha dichiarato a verbale che gli esiti peritali non potevano essere prodotti agli atti del procedimento, precisando d’altra parte che le misurazioni confermavano le dimensioni dichiarate in Aia da Scarlino Energia».

Ma se davvero quei forni sono fuori norma ci sarà modo di scoprirlo. «Prima dell’entrata in esercizio dell’impianto – conclude l’agenzia – l’autorità competente dovrà verificare che l’impianto sia conforme al progetto presentato e alle prescrizioni alle quali sia stato subordinato il rilascio dell’autorizzazione».

Chi sarà a svolgere queste verifiche? Quasi certamente un soggetto terzo, vista la particolarità della verifica. «È presumibile – spiega appunto l’Arpat – che tale verifica, per la complessità tecnica, dovrà essere affidata ad enti qualificati di alta specializzazione». —



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