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Aiuto, il turismo non basta più: la Maremma cerca nuove vie

Aiuto, il turismo non basta più: la Maremma cerca nuove vie

Confesercenti tira le somme di una stagione estiva con il meteo un po’ incerto. Caso: «Ci sono eccellenze troppo a lungo sottovalutate, come la meccanica»

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GROSSETO. Aumenta il numero delle attività – bar e ristoranti – ma soprattutto sulla costa, tant’è che Confesercenti Grosseto – nel tirare le somme della stagione estiva 2018 – parla di «progressiva desertificazione dei centri urbani». La Maremma vive di turismo, ma «non possa vivere dei due-tre mesi della stagione balneare», dicono dall’associazione di categoria. E torna in auge la filosofia che si accarezza da anni: l’allungamento del periodo dell’anno deputato ad accogliere turisti. Non solo. C’è anche un problema di qualità dei servizi offerti, secondo Confesercenti.

Cosa offriamo: la qualità? . Il livello della qualità dei servizi offerti è uno dei temi emersi durante la riunione di presidenza di Confesercenti. «La nostra associazione si sta muovendo in varie direzioni – dice il presidente Giovanni Caso – Girogustando, per esempio, non ha solo lo scopo di promuovere la nostra terra e i nostri prodotti, ma anche di migliorare la qualità dell’offerta inserendo l’enogastronomia nel prodotto turistico della destinazione Maremma fondamentale nel tipo di vacanza attenta alle emozioni. Serve il massimo sforzo per incrementare la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli. In questo quadro un ruolo importante è svolto dalla agenzia formativa Cescot per far crescere le competenze degli addetti del settore».

Più poveri di prima . Nonostante l’impegno, secondo un’inchiesta del Sole24Ore, in Maremma, i grossetani hanno guadagnano, mediamente, nel 2016, 827 euro in meno rispetto al 2008, anno in cui la crisi è iniziata. «Servono risposte – dice Caso – e bisogna trovare il modo di aumentare la crescita sviluppando anche altri settori».

OLTRE IL TURISMO. «Il turismo è fondamentale – dice Caso – ma forse non basta più. Oltre all’agroalimentare (e relativa filiera) un comparto sottovalutato è quello di meccanica ed elettromeccanica. Pochi nomi, ma significativi. Questo ad indicare che un’altra idea di sviluppo, che affianchi il turismo, è possibile anche in Maremma. Ma quale tipo di turismo (o di turismi) siamo in grado di offrire? »

INFRASTRUTTURE. La Maremma resta la terza, in Toscana, per presenze turistiche: «E anche per questo motivo – riflette Caso – il tema delle infrastrutture è fondamentale: ma non basta dirlo se poi non troviamo un punto d’incontro, se non superiamo le rispettive posizioni. Anche l’aeroporto può essere utile, anche se non è risolutivo. Non ultimo il problema dei collegamenti ferroviari, per cui non pare esserci alcuna proposta

L’IMPEGNO. «Vogliamo mettere insieme nel giro di un paio di mesi – conclude Caso – una piattaforma in cui rivendicare cosa deve essere fatto per lo sviluppo della Maremma. Dire che abbiamo problemi di sviluppo non basta: dobbiamo dire come giungere a questo sviluppo e con quali risorse».

 

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