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Patrimoni culturali immateriali Arcidosso capofila nel mondo

FIORA BONELLI
Patrimoni culturali immateriali Arcidosso capofila nel mondo

Il Comune amiatino alla guida di un Osservatorio internazionale permanente Un progetto con Unesco e Slow Food che sarà presentato a Terra Madre 

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ARCIDOSSO

Il comune di Arcidosso è capofila dell’Osservatorio internazionale permanente, nato per “mappare” i patrimoni culturali immateriali per lo sviluppo locale.

La notizia sarà ufficializzata a Torino, in occasione della 12ª edizione di Terra Madre, salone del gusto, in programma da oggi al 24 Settembre al Lingotto Fiere. L’occasione è ghiotta, perché si comincia a concretizzare il progetto lanciato ad Arcidosso lo scorso giugno, al convegno “Patrimoni culturali immateriali Unesco e sviluppo locale”.

In quell’occasione il sindaco Jacopo Marini offrì all’Unesco come presidio la sua Rocca Aldobrandesca, candidandosi a diventare un “prestigioso” club Unesco. A distanza di tre mesi a Torino il progetto inizierà a mettere le gambe con la presentazione dell’Osservatorio internazionale permanente, che fa capo appunto al comune di Arcidosso. L’osservatorio sarà il punto di incontro e crocevia fra tutti i territori che hanno risorse intangibili e patrimoni culturali degni di essere proposti al sigillo Unesco e costruirà una mappatura in tal senso nel territorio nazionale.

Fra i soci promotori e fondatori dell’Osservatorio, ideato dalla rivista specializzata Energeo, ci sono SlowFood Toscana e la Fondazione Slow Food per la biodiversità, Cosvig, Ccer-Comunità del Cibo a Energia Rinnovabile della Toscana e, appunto, il Comune di Arcidosso. Affianca l’iniziativa, la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, ente associato alla Cattedra Unesco in Sviluppo sostenibile e Gestione del territorio dell’Università di Torino.

L’Osservatorio si propone di comporre un mosaico di angoli d’Italia che hanno gusti e profumi degni di essere tramandati e valorizzati fino a proporsi come candidati autorevoli per i beni immateriali. Un fascino che ha una doppia valenza: se da un lato, infatti, chiede di essere salvaguardato, dall’altro si propone come molla anche economica di valore per i territori.

Domani a Torino, dalle 15 alle 19, è previsto un incontro con i giornalisti, organizzato da Energeo Magazine e dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità, con l’Ordine dei giornalisti del Piemonte, il Cosvig (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) e il Comune di Arcidosso sul tema de «La conoscenza dei patrimoni culturali immateriali, con particolare riferimento a quelli con riconoscimento Unesco», relatore proprio il sindaco di Arcidosso.

Nella stessa riunione sarà presentato il progetto di «Osservatorio Istituzionale Permanente» che avrà come “campo base” la Rocca Aldobrandesca. E per quel che riguarda l’Amiata un’operazione di cui si sta parlando a proposito di bene immateriale, è quella legata all’albero del pane, il castagno, con tutto l’insieme di patrimonio storico, sociale e culturale che si porta dietro da secoli e che accomuna molte comunità dell’Amiata e dell’Appennino.

L’operazione potrebbe essere ancora più articolata e portare alla candidatura Unesco gli stessi presidi Slow Food, candidatura innovativa sull’agroalimentare e la biodiversità.

«L’argomento cultura immateriale è ancora poco conosciuta nel nostro Paese – commenta Luigi Letteriello, giornalista di Energeo, fra gli organizzatori anche del convegno di giugno ad Arcidosso – e questa esperienza che stiamo mettendo in campo è da considerare il preludio e l’avvio di un lungo ed entusiasmante percorso». —

FIORA BONELLI

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