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Allo stadio di baseball apre Amore Capoeira

Giovanna Mezzana
Lo chef Patrick Ramos davanti al ristorante in allestimento (Foto Bf)
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Lo chef Patrick Ramos davanti al ristorante in allestimento (Foto Bf)

Grosseto, i soci del Porca Vacca inaugurano un ristorante al posto dello Strike: chef brasiliano e vino rigorosamente non Made in Italy

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GROSSETO. Non c’è dubbio che la formula sia rivoluzionaria, anzi, di rottura. Basterebbe un dettaglio a conferma della portata innovativa: a Grosseto apre un ristorante, che si propone di alta gamma e nei cui bicchieri non verrà versata (mai) una goccia di vino italiano. Sembra una bestemmia di fronte all’altare – la Maremma dei vini, dei vitigni doc... – ma non vuole essere tale: si berrà vino californiano e cileno, per esempio e comunque “straniero”. Il ristorante è già stato battezzato: si chiama “Amore Capoeira”, accenderà il fuoco ai fornelli il 15 ottobre e prenderà il posto del vecchio Strike, accanto allo stadio di baseball. L’iniziativa è dei soci (del mitico) Porca Vacca: Moreno e Michele Barracu e Angelo Perla.


Fenicotteri rosa, tucani, pappagalli: sarà un locale molto colorato. I tavoli, udite udite, saranno in pietra con una grande varietà di sedute. Le posate? Non ci saranno: o meglio, faranno da pendant ai piatti di carne e pesce alla griglia ma per tutto il resto si useranno le “bacchette”. Niente tovaglie. Per le stoviglie si è frugato nella madia della nonna: avete in mente i piatti con bordino stile Anni’50-’60? Ebbene quelli, ma rivisitati in stile moderno e etnico. Amore Capoeira si propone come il ristorante ideale per chi ama godersi la compagnia (e la conversazione) del proprio commensale: tra un tavolo e l’altro corrono due metri; 60 sono i posti a sedere.

In attesa dal taglio del nastro, Il Tirreno ha incontrato lo chef di Amore Capoeira: si chiama Patrick Ramos, è giovane, è d’origine brasiliana e nel suo paese si è fatto le ossa con la cucina giapponese; nel 2014 ha scommesso sul Belpaese ed è stato arruolato – nella Milano da bere – da Temakinho, il tempio europeo (da Londra a Ibiza) della cucina nippo-brasiliana. È arrivato a Grosseto un mese fa e al Tirreno ha svelato qualche ricetta (attenzione: nel menu non esiste il primo, il secondo, ma il piatto unico). Ecco il Ceviche, per esempio, dalla tradizione peruviana: pesce crudo marinato nel lime, peperoncino dolce, coriandolo, pepe, sale e il tutto accompagnato da qualcosa di croccante come le verdure fritte. Oppure il Poke, che arriva dalle isole Hawaii: insalata di riso, quinoa, frutta tropicale, pesce crudo (salmone, tonno, ombrina) e verdure crude. Insomma, a Grosseto apre un ristorante con una cucina che mixa tradizioni e sapori che arrivano dall’America del Sud – Messico, Perù, Brasile, Argentina. .. – e dalle Hawaii.

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«E soprattutto, sarà una cucina di qualità – descrive Angelo Perla, 45 anni, milanese d’origine ma grossetano d’adozione – Oltre al tortello maremmano e alla pizza, io credo che sia giunto il momento di dire la nostra in tema di ristorazione». Altolà al “provincialismo culinario” sembra dire Perla: «Certo del successo, io avrei potuto aprire Amore Capoeira a Viareggio, dove lo aprirò perché Amore Capoerira è una formula che verrà esportata fuori da qui. Ma a Grosseto voglio dare un vantaggio: voglio sia la nostra apertura-pilota. Vedremo se i grossetani sono pronti». Non resta che attendere. –


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