Il sindaco ricorda Marco durante la Tavolata
Le parole di Benini alla serata della Cri: conosceva il ragazzo fin da piccolo. Il giovane avrebbe suonato presto in Olanda
FOLLONICA
Il sindaco Andrea Benini ha ricordato il giovane Marco Vitobello durante la cena di beneficenza della Croce rossa, la Tavolata.
Follonica ha accolto con un grande abbraccio il rientro della salma del ventiquattrenne scomparso l’8 settembre scorso a Dublino dove viveva da due anni. Con il feretro sono tornati a casa anche i suoi genitori che all’indomani della tragica notizia sono partiti immediatamente per l’Irlanda.
Lì hanno trovato il conforto della comunità italiana, degli amici del figlio e del proprietario del ristorante-pizzeria “Al Vesuvio” dove Marco lavorava. Grazie a queste persone quei giorni in Irlanda sono stati un po’ meno difficili. Marco era il piccolo di casa: due fratelli più grandi che gli hanno fatto conoscere il mondo della musica, come ha raccontato in una recente intervista ad un giornale irlandese online di musica underground.
Era un artista il ventiquattrenne: suonava, cantava, componeva brani e non solo. Da qualche tempo aveva iniziato anche a dipingere.
Una passione che stava crescendo e maturando a Dublino, città che aveva fatto trovare a Marco la sua dimensione: mostre e concerti, e il lavoro al ristorante, riempivano le sue giornate.
A breve sarebbe dovuto partire per un’esibizione in Olanda: i progetti erano tanti e tante le esperienze ancora da fare. Purtroppo un malore l’ha portato via all’affetto dei suoi cari. Un malore durante la notte.
Una tragedia che ha sconvolto Follonica così come il sindaco Andrea Benini che conosce molto bene la famiglia Vitobello e Marco. «Conosco la famiglia e conoscevo molto bene Marco da quando era piccolo – dice Benini – era un ragazzo con una spiccata sensibilità, aveva trovato la sua dimensione a Dublino dove poteva esprimere la sua vena artistica, in particolare la musica. Cantava, suonava e componeva: so che aveva un’etichetta discografica che avrebbe presto fatto un concerto anche in Olanda. Poi dipingeva. Era felice: dopo tanta fatica era riuscito a trovare la sua strada. Sono rimasto sconvolto dalla notizia, un abbraccio alla famiglia da parte mia e della città. Ho voluto ricordarlo durante la cena della Croce rossa, la Tavolata, assieme a Alfio Pellegrinetti altro follonichese scomparso pochi giorni fa. Sarò ai funerali per portare il cordoglio di Follonica alla famiglia di Marco». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
