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Belmonti va in pensione È stato medico per 40 anni
Già assessore e sindaco, il dottore di Albinia è arrivato nella frazione nel 1952 Ha contribuito alla nascita della Misericordia
ALBINIA
Dopo 40 anni di servizio va in pensione Fidenzio Belmonti, medico di Albinia.
Arrivò nella frazione da piccolissimo, aveva due anni. I suoi genitori si erano trasferiti nella cittadina lagunare da Talamone. «Sono giunto ad Albinia nel 1952-1953 – racconta il medico – e qui sono cresciuto e ho lavorato fino a 68 anni».
Belmonti si è laureato in medicina nel 1976 e nel 1978 ha iniziato a fare il medico ad Albinia. La specializzazione è stato in clinica pediatrica. «I primi tempi nella frazione – ricorda – c’erano due medici e molte famiglie giovani con figli che venivano in ambulatorio».
Tanti episodi hanno caratterizzato la sua vita professionale e umana. Agli albori della carriera, quando era un giovane dottore, Belmonti andava a fare visite a domicilio anche nelle campagne dove trovava famiglie numerose. «Ho visto crescere un paese, diventare grandi tanti bambini e venir meno altre persone – ricorda – e i miei pazienti si sono affidati a me con totalità, condividendo con me gioie e dolori». Il dottore ha sempre avuto il massimo dei mutuati consentiti. E oltre alla passione per la medicina ha coltivato quella per la politica. «Mi sono avvicinato a quest’ultima prima del 1976. A poco più di 20 anni mi iscrissi al partito socialista. Ho fatto sempre politica nelle sezioni fino a una parentesi amministrativa».
Belmonti è stato assessore e sindaco «dal 1989 al 1993 – dice – Fare il sindaco mi ha dato occhiali diversi per vedere il paese e mi ha arricchito dal punto di vista personale senza togliere tempo alla professione». Un ruolo importante è stato nella nascita della Misericordia di Albinia.
«Quando nacque - dice - Franco Fabbri mi chiese una mano per formare i giovani volontari di allora. Persone con una grande volontà. Poi la Misericordia è cresciuta andando sempre più specializzandosi».
Un saluto particolare a Belmonti arriva dai suoi pazienti che lo vogliono ringraziare per il modo in cui ha svolto la sua professione. «Questo mi commuove e mi rende felice», conclude. Il medico adesso si prenderà del tempo per se stesso e per la sua famiglia. —
I.A.
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