Manifestare insieme? Centrosinistra e sinistra si spaccano
ANIME DIVISELa Resistenza riuscì a riunire sotto la stessa causa contadini, operai, cattolici e borghesi. Ottant’anni dopo, la festa nazionale di CasaPound riesce più a dividere che non a unire,...
ANIME DIVISE
La Resistenza riuscì a riunire sotto la stessa causa contadini, operai, cattolici e borghesi. Ottant’anni dopo, la festa nazionale di CasaPound riesce più a dividere che non a unire, almeno nei toni.
La chiamata dell’Anpi per la manifestazione di sabato ha aperto una voragine tra gli animi moderati del centrosinistra e la sinistra più radicale, che proprio non vuole saperne di mettersi al fianco del Pd. «Complice in questi anni di politiche reazionarie», dice Potere al Popolo citando il decreto Minniti, il Jobs Act e la Buona Scuola. La formazione di stampo comunista diserterà piazza Dante, recandosi invece all’iniziativa del circolo Maremma Anti dal titolo “Riprendiamoci la Città”.
«Noi crediamo che in questo momento serva un antifascismo di base e non la riproposizione di schemi politici vecchi e inutili, vedi il fronte Repubblicano proposto da Carlo Calenda – spiega Potere al Popolo – Insomma ripartire da quella grande manifestazione di Macerata del 10 febbraio, dove ci furono anche la base e alcuni dirigenti locali di quelle associazioni che saranno nell’altra manifestazione, che contestarono la scelta dei rispettivi nazionali di sospendere la manifestazione proprio per le pressioni avute dall’allora ministro Minniti».
Chi invece ha risposto presente all’appello dell’Anpi non nasconde la delusione. Tra questi c’è l’Arci, che attraverso le parole del suo presidente Christian Sensi esprime lo stesso concetto espresso dall’associazione partigiani. «L’antifascismo è un principio universale e appartiene a tutti coloro che si riconoscono nella pluralità di valori che esso rappresenta – dice la presidenza Arci – In tal senso ci rammarichiamo delle divisioni che emergono sulle scelte – certo discutibili ma in altre sedi – fatte dal Pd con i governi di centrosinistra: crediamo che questo tema, di fronte a una manifestazione importante come questa, non sia all’ordine del giorno. Pensiamo si debba scendere in piazza in nome di questi valori condivisi, piuttosto che alimentare contrapposizioni strumentali».
A lasciare la delusione all’Arci è soprattutto la divisione su un tema che dava per aggregante. «Dividersi sull’antifascismo è un errore, un errore grave, la nostra funzione sarà sempre quella di accogliere e far dialogare ogni anima della sinistra, del centrosinistra e dell’antifascismo con la consapevolezza che, visti gli eventi, il lavoro da fare è ancora molto», conclude la nota. Ma anche i singoli esponenti politici si dicono delusi. Tra questi c’è Luca Alcamo, ex Pd oggi in Leu. «Io dal Pd me ne sono andato (dopo averlo fondato) perché non ne condividevo più le scelte politiche, e su questo non arretro di un millimetro, ma un conto è dipingere scenari politici fatti di improbabili listoni con dentro di tutto e un altro conto unirsi per combattere insieme la deriva nazista che minaccia non solo il nostro paese – dice – Sono una persona semplice: quando l’Anpi chiama rispondo, e chiunque risponde insieme a me è il benvenuto. Chi rompe un fronte che mai come oggi ha bisogno di essere solido per aderire a una scellerata strategia da bottega impostata altrove se ne dovrà prima o poi prendere la responsabilità». — A.F.
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