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L’Anpi chiama a raccolta nel segno dell’antifascismo

Alfredo Faetti
L’Anpi chiama a raccolta nel segno dell’antifascismo

Dopo lo strappo di Rifondazione Comunista, i partigiani lanciano l’appello Scritte contro Casapound in varie strade della città in vista del raduno

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GROSSETO

Non è un caso che l’Anpi di Grosseto abbia deciso di presentare proprio ieri la manifestazione antifascista a contromossa della festa nazionale di CasaPound, che si terrà nei prossimi giorni al residence Il Tombolo. Il 5 settembre 1938 in Italia entrarono in vigore le leggi razziali e proprio ieri il segretario provinciale dell’associazione partigiani ha annunciato «una manifestazione non per rispondere a loro – dice – ma per lanciare il nostro messaggio di democrazia, uguaglianza e accoglienza».

Manifestazione che avrà luogo sabato 8 settembre, giorno dell’Armistizio, e neanche questo è proprio un caso. Solo che il fronte oppositore all’estrema destra non scenderà in piazza unito, dopo che Rifondazione Comunista ha deciso di mettere in piedi un’iniziativa autonoma pur di non sfilare accanto al Pd. «L’antifascismo deve essere un valore più alto», dice Agresti. La tre giorni che farà della Maremma l’epicentro nazionale del movimento si avvicina (prenderà il via venerdì) e i segnali in giro per Grosseto sono percepibili. Su alcuni muri sono apparse scritte contro CasaPound mentre le anime della sinistra, che in questo caso spazia dalla frangia cattolica a quella più radicale, sono pronte a mobilitarsi. «In un periodo in cui odio razziale, povertà e lavoro diventano temi su cui la destra vuole imporre la propria egemonia – dice Agresti – vogliamo organizzare una manifestazione per affermare il nostro pensiero di un nuovo umanesimo». Da qui il nome “Restiamo Umani”. Lo si legge chiaramente nei manifesti che tappezzano le pareti della sede grossetana della Cgil, in cui sono stampati anche i nomi e le sigle delle varie forza politiche, sindacali e dell’associazione che hanno aderito. Risalta la Regione Toscana, che manderà a parlare dal palco l’assessore Vittorio Bugli. «Speriamo in un’adesione istituzionale, per questo invitiamo tutti i sindaci a partecipare», continua il presidente Anpi. Allo stesso modo, però, risalta anche il segno di un pennarello nero che ha cancellato una delle sigle. Non si legge, ma è Rifondazione Comunista. «L’antifascismo è un valore più alto del dibattito politico – dice Agresti. L’antifascismo è il punto di partenza, da cui poi si declinano le varie filosofie politiche». Non solo: «l’Anpi non ha schieramenti o appartenenze politiche, non è questo il nostro intento». Agresti in cuor suo spera in un ripensamento e di poter mettere in piazza un’unica manifestazione, ma difficilmente verrà accontentata. «Dopo l’8 settembre riprenderemo comunque a discutere e confrontarci», continua Agresti, senza riuscire a nascondere la delusione per «una forza politica che si dichiara di sinistra e non vuole aderire a una manifestazione simile», conclude, alzando perplesso le spalle. —

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