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La rivincita del fantino, dal coma alla rivincita sugli odiatori
Erik Fumi porta ancora i segni di un drammatico incidente di sette anni fa. Nel frattempo gli hanno detto di tutto: "Sei un fallito, un disabile". Lui è tornato in sella e ha conquistato il secondo posto in una gara con i "normodotati"
GROSSETO. «Il miglior modo di vendicarci è quello di non assomigliare a chi ci ha offesi», rifletteva Marco Aurelio, imperatore e filosofo. Il fantino Erik Fumi, 30 anni, grossetano, nel 2011 ha avuto un brutto incidente ed è andato in coma.
Al risveglio ha cominciato una battaglia durissima. Ha subìto quattro operazioni. Ha ancora problemi a camminare; stringe la mano ma non può aprirla. E in questi anni c’è chi gli ha detto di tutto. «Sei un disabile». «Un fallito».
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Oggi c’è ancora chi crede di dominare il mondo con regole proprie da applicare agli altri. La risposta di Erik è stata quella di non assomigliare a chi l’ha offeso. In questi giorni il fantino ha partecipato a una gara insieme ai “normodotati” (parola orribile ma necessaria) e - unico disabile - è arrivato secondo.
Una vittoria straordinaria. «Dedico questo risultato - racconta lui - a chi sta per mollare. Quando qualcuno ti dice che una cosa non si può fare, è un riflesso dei suoi limiti, non dei tuoi».
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