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Cattivi odori dal depuratore Oggi un vertice a Firenze

P.V.
Cattivi odori dal depuratore Oggi un vertice a Firenze

Si incontrano Regione, Cispel e Acquedotto del Fiora Il sindaco Benini: «Dal 3 agosto un’ordinanza ha individuato le discariche: sia resa operativa»

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FOLLONICA

Cattivi odori dal depuratore di Campo Cangino, il Comune chiede ad Acquedotto del Fiora una soluzione rapida in base all’ordinanza del 3 agosto della Regione Toscana che ha sbloccato la vicenda relativa ai fanghi.

Da qualche tempo i residenti dei quartieri di Cassarello, Senzuno e Salciaina la sera specialmente lamentano la presenza di miasmi provenienti dall’impianto di smaltimento delle acque reflue: nelle ultime ore è intervenuto il gestore del servizio idrico per spiegare il motivo di quei cattivi odori, spiegando che il problema è dovuto dal mancato trasferimento dei fanghi di scarto che fino a poco fa venivano usati in agricoltura mentre a causa di nuove norme sono adesso fermi nell’area del depuratore.

Dopo l’intervento del Fiora anche il Comune di Follonica dice la sua spiegando che il vuoto normativo che provocava il mancato trasferimento dei fanghi è stato superato da un’ordinanza della Regione Toscana, chiedendo quindi al Fiora un’azione veloce per portare via quegli scarti. «Lo scorso 3 agosto – dicono dal municipio – la Regione Toscana ha colmato il vuoto normativo nazionale in materia di smaltimento dei fanghi di depurazione con l’emanazione di un’ordinanza nella quale vengono individuate le discariche in cui poter conferire tali sostanze. Si tratta ora di rendere operativa tale disposizione regionale ed è proprio questo il fine dell’incontro previsto per oggi a Firenze tra Regione, Acquedotto del Fiora e Cispel».

Oggi quindi si incontreranno le autorità preposte e la speranza è che sia trovata una soluzione in tempi rapidi. «È necessario – sottolinea il sindaco Andrea Benini – fare tutto il possibile per adottare le soluzioni adeguate e per questo auspico che nella riunione prevista per oggi vengano individuati gli ultimi tasselli necessari a superare questa criticità. In qualità di responsabile della salute pubblica non posso che pretendere interventi risolutivi, vigilando sulle azioni svolte dal soggetto che ha in carico l’impianto». — P.V.

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