Il Tirreno

Grosseto

porto santo stefano 

Il Promontorio ferito La torre dell’Argentiera spunta da un buco nero

Andrea Capitani
Il Promontorio ferito La torre dell’Argentiera spunta da un buco nero

I focolai sono stati spenti e i residenti sono tornati a casa  ma una foto dall’alto rivela tutta la devastazione del rogo

2 MINUTI DI LETTURA









Ogni volta che l’Argentario brucia si apre una ferita nel cuore degli argentarini che sanguina fino a quando la Natura non ha fatto il suo corso. Lo sfregio nero nel cuore della macchia dell’Argentiera – fermata in uno scatto con il drone (pubblicato accanto) dal fotografo Emanuele Galatolo – rimarrà per diverso tempo, come il brutto ricordo di una nottata passata fuori casa per chi abita in quella zona, ma anche per i villeggianti. L’incendio ormai è spento ma alcuni focolai martedì pomeriggio erano ancora attivi.

Il cuore ferito del Promontorio è la macchia da cui spunta la torre dell’Argentiera, che sovrasta Porto Santo Stefano e il Pozzarello, e che fu un punto strategico per gli avvistamenti nemici in tempi remoti, quando ancora i Reali Presidi dovevano stabilirsi in questa zona. È una storia che viene da lontano quella della torre: furono gli Aldobrandeschi a volerla ricostruire nel 1442, dopo che venne eretta in età medievale, passando nella seconda metà del Cinquecento allo Stato dei Presidi, ma la fortificazione divenne un punto di avvistamento di secondaria importanza nel sistema difensivo del Promontorio ideato dagli spagnoli, tanto che in alcuni documenti e mappe risalenti al Seicento la torre viene spesso definita abbandonata oppure non viene affatto menzionata. La precoce dismissione della struttura difensiva determinò il lento ma inesorabile degrado a cui andò incontro l’intero complesso, determinando l’inevitabile perdita del fortilizio esterno nel corso del tempo.

Nei giorni scorsi, le fiamme l’hanno quasi circondata, lasciando circa 10 ettari di terra bruciata – immortalati da Galatolo con il suo drone – che lambiscono anche alcune case, evacuate prontamente durante il pomeriggio di lunedì per evitare di mettere a rischi chi le occupava. Una cinquantina di persone hanno trovato un’altra sistemazione provvisoria, di cui 20 turisti – la maggior parte stranieri – hanno passato la notte al Palazzetto dello Sport; hanno fatto poi ritorno a casa il giorno seguente, dopo che gli elicotteri hanno terminato le operazioni di spegnimento degli ultimi focolai. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web