Il Tirreno

Grosseto

Sarà inaugurata l’8 settembre allo Scalo  ma sulla targa non c’è ancora una dedica  

Intitolazione scuola spunta il nome di un benefattore

ALFREDO FAETTI

IL DIBATTITO SCARLINOC’è una discussione in corso sia in paese che allo Scalo. Viene portata avanti sottotono, ma se ne discute, in tutti quegli spazi, reali e virtuali, che ospitano l’opinione...

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IL DIBATTITO

SCARLINO

C’è una discussione in corso sia in paese che allo Scalo. Viene portata avanti sottotono, ma se ne discute, in tutti quegli spazi, reali e virtuali, che ospitano l’opinione pubblica, dal consiglio comunale fino ai social media. La questione è facile riassumerla con una domanda: a chi intitolare la nuova scuola di Scarlino? Al benefattore Edoardo Gianferotti? O allo scomparso assessore alla scuola Enio Zanaboni? Nomi cari alla comunità scarlinese, che discute su quale sia il più papabile a cui intitolare il nuovo istituto, ma che – a quanto pare – trovano un muro da parte della direzione scolastica, che non intende battezzarlo ma piuttosto lasciarlo alla mera definizione di “scuola primaria”. Questo almeno è quanto emerso nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quando la questione è stata trattata da Enrico Pastorelli, consigliere di minoranza della lista Il Coraggio di Cambiare, e l’assessora competente Francesca Mencuccini. È stata quest’ultima a spiegare la difficoltà di intitolare la scuola ad una personalità, perché la direzione scolastica è orientata a non affiancare alcun nome all’istituto.

Al momento, insomma, non c’è alcuna strada che porta in quella direzione. Pastorelli però tiene molto alla questione: e già qualche giorno prima dell’assise aveva lanciato la sua proposta sui social media, stimolando la discussione. È stata «Dichiarata la data di inaugurazione per l’8 settembre, ma non c’è nessun accenno a chi sarà intitolata – scrive il consigliere d’opposizione riguardo la nuova scuola – Spero vivamente che si tenga conto di chi è stato molto, molto benevolo con la comunità scarlinese». Il riferimento è a Gianferotti, l’insegnante scomparso nel 2009 che ha lasciato in eredità alle casse comunali scarlinesi circa 700mila euro. Soldi in buona parte spesi anche per realizzare questa scuola. Dettaglio ricordato, sempre su Facebook, dall’ex sindaco Maurizio Bizzarri. «L’impegno preso a suo tempo era di intitolare la scuola al professor Gianferotti, che ha lasciato al comune l’eredità per farla», scrive Bizzarri.

La discussione però ha preso il via in modo autonomo. E tra le ipotesi che guardano ai “grandi classici” buttati lì più o meno ironicamente – vedi Giosuè Carducci o Giuseppe Garibaldi – è stato tirato in ballo (sui social media e in piazza) anche un altro nome legato a doppio filo non solo con Scarlino, ma anche con il mondo dell’istruzione: quello di Enio Zanaboni, rapito da una malattia durante il suo mandato da assessore alla scuola.

Ma l’idea che stuzzica maggiormente i partecipanti alla discussione resta quello di Gianferotti: perché insegnante, perché benefattore, perché la sua storia ha riguardato tutti a Scarlino. Insomma, sono spunti di una discussione che va avanti sottotono, e non è detto che porti concretamente da qualche parte: vedremo. –

ALFREDO FAETTI

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