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Quello sguardo che arriva dall’Est ci fa vedere le cose
In uno dei suoi film più belli e dolenti, intitolato “Una vita difficile”, Alberto Sordi è un italiano qualunque che all’indomani della seconda guerra mondiale fatica assai a trovare il proprio posto...
In uno dei suoi film più belli e dolenti, intitolato “Una vita difficile”, Alberto Sordi è un italiano qualunque che all’indomani della seconda guerra mondiale fatica assai a trovare il proprio posto nel nuovo corso italico. Che poi, di fatto, non troverà. E fatica perché il nuovo corso è troppo uguale al vecchio, imprenditori corrotti, politici corrotti, carriere fatte solo grazie alla piaggeria. Sordi perde il lavoro di giornalista e la moglie lo lascia. Una delle scene più intense, divertente ed amara, è certo quella in cui un Sordi stanco e confuso raggiunge un locale di moda sul mare per cercare di ritrovare la moglie, che è lì con il suo gruppo di amici. E convincerla a tornare con lui. Ma è naturalmente un fallimento annunciato. Si ubriaca, provoca il tizio che balla con la moglie, ne nasce una rissa e si becca un cazzotto che lo stende. Alla fine, squinternato e sbracato, Sordi esce dal locale sulla strada. Il gruppo di sua moglie se ne è già andato via. Sulle carreggiate corrono solo gli autobus dei turisti. In sottofondo suona “Ciao, ciao bambina” di Modugno. E Sordi comincia a inseguire gli autobus degli stranieri e a gridare: ’Che cosa siete venuti a fare in Italia… Qui fa tutto schifo… non c’è niente da vedere… tornatevene a casa…’. E poi si sdraia sull’asfalto.
Certo, abbiamo dovuto aspettare che Sordi morisse per capire che come maschera, e come attore, era molto più intelligente di quello che sembrava. Che quel “Ma che siamo, in un film di Alberto Sordi? ”. . . “Ve lo meritate, Alberto Sordi! “, che Nanni Moretti grida alla fine di un suo film non significa nulla. Ma questo è un altro discorso. Quello che qui interessa sono invece le parole che Sordi pronuncia in quella scena. Perché sono le stesse parole che adesso si potrebbero rivolgere ad un turista che viene a passare le vacanze in Maremma. Che cosa viene a vedere? A maggior ragione oggi, quando i dati ci informano che nell’estate 2018 i flussi turistici in Maremma stanno diminuendo. Questo non perché in Maremma c’è poco. Tutt’altro. C’è molto da vedere, da mostrare, da capire. Ma forse – come dice l’investitore russo Roman Trotsenko nell’intervista sopra – non è offerto nel modo migliore possibile. In questo senso, invece, c’è ancora tutto da fare. Tutto da inventare. La Maremma offre e promette un connubio perfetto tra natura e cultura di cui ancora non si è visto molto. E se per offrirlo nel modo migliore, e vederlo al meglio, devono venire imprenditori stranieri, beh, allora ben vengano. Che ci aiutino a guardare le cose in un altro modo. E a rialzarci dall’asfalto su cui siamo sdraiati. Davvero. –
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