Il Tirreno

Grosseto

Lutto cittadino per l’ultimo saluto al ragazzo che amava il mare

Giulia Sili

La salma di Michele Maccianti è esposta alla Leopoldina I funerali oggi alla chiesa di San Paolo della Croce

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FOLLONICA

Quella di Michele Maccianti per il mare era una passione viscerale, un legame che il diciannovenne follonichese aveva sempre sentito fin da piccolo, frequentando assiduamente il Gruppo Vela e il circolo sub di Follonica e passando, quando possibile, qualche ora pescando.

Michele era esperto di immersioni ma ieri pomeriggio quell’ultimo tuffo di fronte alla costa di Remaiolo, nel versante sud occidentale dell’isola d’Elba, gli è stata fatale. Un malore, occorso mentre si trovava a circa dieci metri di profondità, non gli ha permesso di risalire in superficie. Sabato Michele stava passando una giornata insieme alla madre Cinzia Zanzaboni, al compagno di lei, Andrea Ancillotti, e alla figlia di lui. Il gruppo aveva scelto di pescare di fronte all’isola d’Elba, dove già in mattinata avevano fatto le prime immersioni.

Poco prima delle 15 l’ultimo tuffo: Michele è andato in profondità aiutato dai pesi, utili per scendere più velocemente. Non c’erano bombole con lui perché il gruppo stava facendo immersioni in apnea. Il pallone di segnalazione galleggiava sulla superficie dell’acqua a diversi metri di distanza dal gommone, ma Michele, sub ormai esperto, non è mai riemerso: il compagno della madre, risalito in superficie, si è accorto dell’assenza del ragazzo e si è immerso subito per cercarlo. Michele era sul fondale privo di sensi.

Ancillotti ha staccato i pesi e lo ha riportato in superficie ma non c’è stato nulla da fare: nonostante i soccorsi il ragazzo, portato poi in ambulanza al campo sportivo di Capoliveri dove nel frattempo era arrivato anche un elisoccorso, non ha mai ripreso conoscenza e il medico legale dell’Asl, Luigi Genghi, ha dichiarato il decesso alle 17. 20.

La salma di Michele è arrivata sabato alle 23 a Follonica. Il sindaco Andrea Benini, in accordo con la famiglia, ha predisposto che la camera ardente del giovane follonichese fosse allestita nell’ex Ilva, nella sala della Leopoldina del Teatro Fonderia Leopolda.

Ieri pomeriggio in tantissimi, amici di una vita e conoscenti che con lui condividevano la passione per il mare, si sono stretti intorno al dolore della madre Cinzia Zanaboni e del padre Giacomo Maccianti e sono andati a portare l’ultimo saluto al giovane follonichese amante del mare. «Abbiamo scelto di allestire la camera ardente nella sala del Teatro Fonderia Leopolda perché era necessaria una sede che desse il giusto rilievo la e possibilità di esprimere vicinanza e affetto da parte di tutti – ha detto Andrea Benini – Michele era un ragazzo molto conosciuto, attivo e amato in città. Ci sono tante realtà che hanno ruotato intorno alla sua breve vita». I funerali, organizzati dall’agenzia funebre Vanni, Terramoccia e Tosi, si terranno oggi pomeriggio alle 16 nella chiesa di San Paolo della Croce. Per la giornata di oggi il sindaco Benini, in accordo con la famiglia di Michele, ha dichiarato lutto cittadino: «Vogliamo far sentire forte il nostro abbraccio attorno alle famiglie Maccianti e Zanaboni – ha detto il primo cittadino – Una perdita troppo grande per trovare le parole, vogliamo comunque far sentire il nostro abbraccio, la presenza e l’affetto, in modo discreto, silenzioso, commosso alla famiglia. Tutta la città, gli appassionati e gli sportivi del mare, i ragazzi e le ragazze della scuola, gli amici, chi lo ha conosciuto e lo ha incrociato conoscendo un ragazzo carico di sogni, intelligente, scrupoloso, appassionato e preparato in quello che faceva». —

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